Dogus Ivf sarebbe indicata come il centro dello scandalo dei bimbi in provetta a Cipro Nord: almeno 30 bambini sono stati concepiti in cliniche di Cipro del Nord con gameti diversi da quelli scelti dai genitori, ha rivelato la Bbc.
Le famiglie colpite sono in gran parte britanniche. Molti genitori si erano rivolti a centri che promettevano prezzi contenuti e la possibilità di scegliere caratteristiche del donatore per favorire la somiglianza con la coppia.
I casi documentati dello scandalo dei bimbi in provetta a Cipro Nord
L’inchiesta iniziale aveva già portato alla luce sette casi; le verifiche successive hanno allargato il conto ad almeno 30 neonati. Alcune coppie si sono sottoposte a test del Dna dopo aver letto i primi articoli e hanno così scoperto che lo sperma o gli ovuli ricevuti non corrispondevano alla selezione fatta al momento del trattamento.
Una delle madri citate nell’inchiesta, Rachel, racconta di aver effettuato un test con il figlio Jonah, 13 anni, che ha confermato il sospetto di una discrepanza tra il donatore dichiarato e il materiale effettivamente usato. «È assolutamente scandaloso», è la sua sintetica reazione: la testimonianza ha contribuito ad attirare altre famiglie disposte a farsi avanti.
Risposte della clinica e accertamenti
Lo staff della clinica ha respinto le accuse o non ha fornito risposte dirette all’emittente. Di fronte all’allarme sollevato, il ministero della Sanità turco‑cipriota ha avviato accertamenti sulla gestione delle banche del seme e dei programmi di procreazione assistita nell’area.
Le autorità stanno ora cercando di ricostruire le cartelle cliniche e i percorsi di somministrazione dei gameti per verificare eventuali discrepanze tra le scelte dichiarate dalle coppie e il materiale effettivamente utilizzato nei trattamenti.
Le pratiche nelle cliniche di Cipro del Nord
Le cliniche per la procreazione assistita a Cipro del Nord operano in un contesto poco regolamentato e attraggono pazienti stranieri con offerte di costi più bassi e ampia possibilità di selezione del donatore. Questo modello, secondo l’inchiesta, ha favorito flussi di coppie dal Regno Unito in cerca di soluzioni non sempre disponibili a casa loro.
È emerso inoltre che la maggiore banca del seme al mondo, Cryos International, aveva incluso il centro in una lista nera fin dal 2016, un elemento che ora viene esaminato nel quadro degli accertamenti. Le pratiche di tracciabilità dei campioni, la tenuta dei registri e i controlli di qualità sono punti chiave dell’indagine in corso.
Le famiglie interessate chiedono chiarimenti e responsabilità: molte coppie cercano risposte mediche e legali sul possibile impatto di questa discrepanza per i bambini e sul diritto dei genitori a conoscere l’origine biologica dei figli.
