Varenne, il campione del trotto italiano, è morto all’età di 31 anni. Nato nel 1995, ha scritto pagine centrali della disciplina mondiale e, dopo il ritiro dalle corse nel 2002, è stato impiegato come stallone contribuendo all’allevamento italiano.
La carriera di Varenne
La morte di Varenne chiude una carriera che conta 62 vittorie in 73 corse e oltre 6 milioni di euro in premi. Tra i successi più rilevanti figurano due Prix d’Amérique, tre Gran Premi Lotteria di Agnano, due Elitloppet e la Breeders Crown, titoli che ne hanno sancito lo status di campione internazionale.
Ritiratosi dalle competizioni sportive nel 2002, Varenne ha proseguito la sua attività come stallone, influenzando la selezione e diventando un punto di riferimento per l’allevamento italiano. Il suo palmarès e la capacità di replicare prestazioni ai massimi livelli lo hanno reso un nome ricorrente nelle discussioni sul trotto mondiale.
La scomparsa del campione viene segnalata oggi dai circoli ippici: la figura di Varenne resta collegata a risultati e record che permangono nel novero delle eccellenze del trotto.
L’ultima gara di Varenne
La carriera agonistica di Varenne si era conclusa il 28 settembre 2002, con l’ultima corsa disputata in Canada. A sette anni, il campione del trotto aveva chiuso al secondo posto il Mondial Trot di Montreal, alle spalle della francese Fan Idole, ma era stato successivamente retrocesso all’ultimo posto per l’andatura. Si trattava di un episodio verificatosi soltanto un’altra volta nella sua carriera, proprio nella gara d’esordio del 1998.
Una carriera da record
Nato il 19 maggio 1995 nell’Allevamento di Zenzalino di Alessandro Viani, Varenne poteva contare su una genealogia particolarmente prestigiosa: il padre Waikiki Beach era figlio di Speedy Somolli, a sua volta discendente di Speedy Crown, mentre la madre Ialmaz era figlia di Zebu, da Sharif di Iesolo.
Nel corso della sua carriera, Varenne aveva disputato 72 corse, conquistando 63 vittorie. I premi raccolti avevano superato i sei milioni di euro, un risultato che lo aveva portato al primo posto assoluto, davanti alla statunitense Moni Maker.
Il malore improvviso nella notte
La scomparsa di Varenne è arrivata nella notte, lasciando sgomenti anche coloro che negli ultimi mesi si erano presi cura del campione del trotto. Il cavallo è morto intorno alle 2 nel box dell’allevamento LJ di Eboli, dove si era trasferito nel marzo 2025. Per Dario De Angelis, proprietario della struttura, si è trattato di un evento improvviso: nonostante l’età, infatti, Varenne stava bene fino al giorno precedente.
“Al di là degli acciacchi dell’età, stava discretamente bene. Purtroppo quando succede non sei mai preparato”, ha raccontato De Angelis all’ANSA. Il ‘Capitano’ si trovava nel box insieme a Giovanni, un collaboratore dell’allevamento che si occupava abitualmente di lui, quando si è improvvisamente accasciato.
Poco prima era rientrato da una passeggiata nel parco, un’abitudine particolarmente frequente durante l’estate, quando era possibile portarlo fuori anche nelle ore notturne. “Noi lo abbiamo coccolato in ogni modo e siamo onorati di averlo avuto con noi”, ha aggiunto il proprietario dell’allevamento.
Il buen retiro nella Piana del Sele
A Eboli Varenne aveva trovato un ambiente pensato per permettergli di trascorrere la vecchiaia in tranquillità. Era arrivato all’allevamento LJ quasi due anni prima, su volontà del proprietario Enzo Giordano. “Era arrivato da noi quasi due anni fa per volere di Enzo Giordano”, ha ricordato De Angelis, spiegando di aver avuto con lui un rapporto molto stretto. Giordano apprezzava infatti la struttura e desiderava che fosse proprio De Angelis a occuparsi del campione. “Devo ringraziarlo per avermi concesso questo onore”, ha aggiunto.
Cure quotidiane per il campione del trotto
Per Varenne l’allevamento LJ aveva predisposto un box di circa 30 metri quadrati, con due ingressi e tre ventilatori. Il cavallo era seguito da due veterinari e da un nutrizionista e riceveva cinque pasti differenti nell’arco della giornata.
Le passeggiate nel parco erano parte della sua quotidianità e veniva seguito soprattutto da Giovanni e Sara. De Angelis ha spiegato di aver compreso proprio vivendo a stretto contatto con lui quanto Varenne fosse un animale particolare: “Aveva un’intelligenza quasi umana e lo si vedeva dalle piccole cose”.
“Abbiamo perso un cavallo e poi Varenne”
Secondo De Angelis, il campione si era ambientato rapidamente nella nuova struttura e aveva costruito il proprio piccolo mondo. Le attenzioni erano quelle riservate a un cavallo anziano, anche se la consapevolezza di avere accanto una leggenda del trotto rendeva ogni momento ancora più speciale.
“Oggi abbiamo innanzitutto perso un cavallo e, poi, abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male”, ha concluso il proprietario dell’allevamento. A rendergli la perdita almeno in parte più sopportabile è il pensiero che Varenne possa essersi ricongiunto con Enzo Giordano: “Mi piace solo pensare che è andato da Enzo, questo mi fa soffrire meno, perché finalmente si sono ricongiunti”.
