Un detenuto 19enne è morto nel carcere di Pordenone nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto, dopo che, secondo il Gazzettino, avrebbe dato fuoco al materasso nella sua cella. L’incendio è stato segnalato intorno alle 22:45 e ha interessato il piano dove si trovava il giovane.
Il rogo ha reso necessario l’intervento immediato dei soccorsi. Le forze presenti in struttura hanno evacuato il corridoio e segnalato la situazione ai vigili del fuoco, che sono giunti sul posto per le operazioni di spegnimento e ventilazione ma purtroppo per lui non c’è stato più nulla da fare.
L’incendio nel carcere di Pordenone
I vigili del fuoco hanno operato con tre mezzi per domare l’incendio nel carcere di Pordenone e liberare il piano dai fumi. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari con ambulanza e automedica; i soccorritori hanno avviato le manovre di rianimazione sul detenuto, ma i tentativi non hanno avuto esito positivo e il 19enne è stato dichiarato morto.
Le squadre dei pompieri hanno bonificato la cella e la zona circostante per verificare l’assenza di focolai residui e di rischi per gli altri reparti. Durante la notte i mezzi hanno lavorato per mantenere sotto controllo la situazione fino alla completa aerazione dei locali.
Feriti, ricoveri e il contesto dell’arresto
Oltre al detenuto deceduto nell’incendio al carcere di Pordenone, un altro detenuto e un agente della polizia penitenziaria sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per accertamenti. Le loro condizioni, secondo quanto riferito, hanno richiesto controlli medici ma non sono state segnalate ulteriori criticità rispetto al decesso del 19enne.
Il giovane era stato arrestato circa venti giorni prima, in seguito a una rissa scoppiata in centro città, e si trovava in carcere per resistenza. Sempre secondo il Gazzettino, sarebbe stato lui a dare fuoco al materasso della cella: poco prima delle 23 ha sbarrato l’ingresso con una sedia e ha appiccato il fuoco. La circostanza è al centro degli accertamenti avviati dall’autorità penitenziaria e dalle forze dell’ordine presenti in struttura.
I vigili del fuoco hanno presidiato la zona per precauzione fino alle prime luci dell’alba, quando gli ambienti sono stati ritenuti nuovamente sicuri e la sorveglianza interna ha potuto riprendere il normale turno di servizio.
