Un escursionista statunitense di 30 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine sull’Etna. Secondo le prime ricostruzioni, nella giornata di domenica 16 agosto il giovane avrebbe deciso di scalare il vulcano attraversando una zona interdetta, con l’obiettivo di avvicinarsi alla vetta. Durante la salita, però, è stato sorpreso da un violento temporale e una scarica elettrica lo ha colpito.
Turista americano muore sull’Etna, l’allarme e i soccorsi inutili
L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio. Poco prima delle 20 si è alzato in volo l’elicottero “Drago 142” dei vigili del fuoco: i soccorritori hanno raggiunto il trentenne e lo hanno recuperato tramite verricello. Le sue condizioni erano già gravissime.
Trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, il turista è arrivato in arresto cardiorespiratorio. I medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Etna, perché salire in quota è pericoloso
Il pericolo sull’Etna non è legato soltanto alla sua attività vulcanica. Il vulcano raggiunge circa 3.350 metri di altitudine e, come ricorda la Protezione civile, in pochi chilometri si passa dal livello del mare a condizioni tipiche dell’alta montagna. L’incontro tra le masse d’aria umida provenienti dal mare e quelle più fredde in quota può provocare cambiamenti meteorologici molto rapidi, accompagnati da vento e bruschi cali delle temperature. Per questo viene raccomandato di verificare sempre le condizioni prima di partire e di rispettare le ordinanze che limitano l’accesso alle zone sommitali.
Il rischio è ancora più evidente in questi giorni. L’Etna sta attraversando una nuova fase eruttiva, con attività stromboliana, colate laviche ed emissioni di cenere. Nella mattinata di lunedì 17 agosto l’Ingv ha inoltre segnalato un’intensa attività esplosiva e il codice Vona per il traffico aereo è tornato rosso. La cenere ha portato alla chiusura dei settori B1 e B2 dell’aeroporto di Catania e alla limitazione degli arrivi.
Un contesto che rende ancora più importante evitare le aree interdette e affidarsi, per le escursioni in quota, alle guide alpine vulcanologiche autorizzate.
