Stelios Haji-Ioannou ha già segnalato che la trasformazione della compagnia EasyJet è in corso, mentre dai documenti dell’offerta visionati dal Financial Times emerge che, se l’acquisizione da parte del fondo Apollo andrà a buon fine, il vettore punterà su una posizione di mercato superiore rispetto al modello low cost tradizionale. Le carte presentate da Apollo delineano interventi mirati a incrementare la redditività attraverso scelte commerciali e di prodotto che dovrebbero modificare l’offerta verso i passeggeri su rotte principali.
Riposizionamento commerciale di EasyJet e concorrenza
Nella strategia delineata nei documenti, la compagnia verrà progressivamente collocata in una fascia di mercato superiore, con un maggior numero di «funzionalità di prodotto premium o orientate al business sulle rotte principali» finalizzate ad attrarre nuovi clienti nei mercati in crescita, come si legge nell’offerta. Questo riposizionamento passa anche per la presenza in aeroporti più costosi che collocano il vettore in concorrenza diretta con operatori più grandi, citando esplicitamente concorrenti di fascia superiore e mutamenti nella composizione della clientela commerciale.
Il piano presentato da Apollo si colloca, nelle intenzioni del fondo, come una prosecuzione di una tendenza già avviata dalla leadership della compagnia, e mette al centro la capacità di offrire prodotti più distintivi rispetto alla mera vendita dei posti, con impatti attesi sulle rotte principali e sull’immagine commerciale del gruppo.
Servizi accessori, tecnologia e partnership
Apollo prevede di aumentare i profitti sfruttando i servizi accessori, potenzialmente supportati da una piattaforma tecnologica migliorata che consenta una maggiore monetizzazione di opzioni come l’imbarco prioritario, il servizio bagagli e i pasti a bordo, tutte voci che offrono margini più elevati rispetto alla sola tariffa del posto. Nei documenti si prevede inoltre l’esplorazione di opportunità di interlinea e code-sharing con altre compagnie, una pratica tipica dei vettori a lungo raggio che può ampliare la rete commerciale ma comporta anche rischi operativi legati al trasferimento dei bagagli e alla coordinazione dei voli.
Tra le iniziative annunciate figura l’introduzione di un programma fedeltà strutturato, che era già stato programmato dalla compagnia per il 2027, mentre l’offerta di servizi premium sulle rotte principali viene presentata come leva per attrarre clienti business e aumentare il ricavo medio per passeggero.
Proprietà, governance e condizioni finanziarie
I documenti illustrano una struttura proprietaria che prevede l’ingresso di Apollo e il conferimento da parte della famiglia di Haji‑Ioannou della quota del 15% nella nuova entità, consentendo al fondatore di arrivare a controllare fino al 49,9% per rispettare le norme europee sulla proprietà delle compagnie aeree. La proposta indica che non sarà necessario un apporto di capitale aggiuntivo da parte di Haji‑Ioannou, perché l’operazione comporterà un nuovo indebitamento per una delle holding coinvolte.
Tra le altre clausole spiccano l’ipotesi che azioni di una nuova entità possano realizzare un dividendo preferenziale fisso del 14% annuo, il vincolo temporale di almeno tre anni sulla quota per gli investitori privati e regole che limitano la nomina dei consiglieri da parte di azionisti con partecipazioni inferiori al 20%. Apollo nominerà il presidente del consiglio, che sarà composto da nove membri con maggioranza proveniente da paesi dell’UE, e nella transazione sono coinvolti come consulenti Barclays, PJT e Citi per Apollo mentre Evercore e BNP Paribas hanno consigliato EasyJet.
EasyJet dovrà quindi affrontare una ridefinizione del modello commerciale e una governance che disciplina le quote e i ritorni finanziari, modifiche che potranno incidere sia sull’offerta per i passeggeri sia sulla struttura proprietaria della compagnia nei prossimi anni.
