L’Europa vivrà il 12 agosto 2026 la prima eclissi solare totale dal 1999; in Italia l’evento si presenterà come un’eclissi parziale, con coperture massime che potranno arrivare al 98% in alcune zone del Nord-Ovest e in parti della Sardegna. Con la consulenza di Fabiana Andriolo, ottico-optometrista e fisica, il testo spiega come osservare l’evento in sicurezza usando metodi indiretti quando non si dispone di filtri conformi allo standard ISO 12312-2.
Per chi non può usare occhiali specifici, esistono tecniche che permettono di vedere l’eclissi senza guardare il Sole direttamente: il principio comune è semplice e sicuro: si osserva l’immagine proiettata del Sole su una superficie, non il disco solare. Queste tecniche sono efficaci nelle fasi parziali dell’eclissi; durante la fase di totalità — raggiunta soltanto in alcuni Paesi — l’osservazione diretta è consentita soltanto per il tempo strettamente necessario e va ripresa la protezione non appena ricompare il primo raggio solare.
Il metodo della scatola: costruire un proiettore stenopeico domestico
Il metodo più noto e realizzabile con materiali di casa è la scatola proiettore. Si pratica un piccolo foro su una parete della scatola, preferibilmente su un materiale sottile come carta stagnola, in modo da ottenere un foro stenopeico che lasci passare una porzione limitata di luce. Sul lato opposto della scatola si applica un foglio di carta bianca che fungerà da schermo: la luce che attraversa il foro forma sull’interno della scatola l’immagine del Sole.
Per usare la scatola, è necessario posizionarsi con il Sole alle spalle e orientare il foro verso la sorgente luminosa. Si realizza poi una seconda apertura laterale da cui osservare il foglio bianco: gli occhi devono guardare lo schermo interno, mai il foro né il Sole direttamente. Durante le fasi parziali comparirà una falce sul foglio, corrispondente alla porzione di disco solare non occultata dalla Luna.
La nitidezza dell’immagine dipende dalla dimensione del foro e dalla distanza dal foglio di proiezione: fori molto piccoli producono immagini più nitide ma più deboli; sperimentare con materiale come carta stagnola o cartoncino spesso migliora il risultato. Il principio è lo stesso delle camere oscure: non è richiesta alcuna lente e l’osservazione è sicura se il disco non viene mai guardato direttamente.
Lo scolapasta e gli altri metodi di proiezione semplice
Un’alternativa immediata è usare un comune scolapasta: i numerosi fori funzionano come tanti piccoli proiettori stenopeici e, posizionando lo scolapasta con il Sole alle spalle, la sua ombra proietterà sul terreno molte piccole immagini del Sole. Durante la fase parziale ciascuna di queste immagini diventerà una piccola falce.
Variando l’altezza dello scolapasta rispetto al suolo si ottengono falci più grandi o più piccole; la soluzione è pratica per osservazioni collettive all’aperto e non richiede strumenti speciali. Anche in questo caso vale la regola fondamentale: osservare sempre la proiezione a terra o su una superficie chiara, mai il Sole attraverso i fori.
Altri oggetti con piccoli fori (cartoncini forati, fogli di alluminio, colini) si prestano allo stesso scopo: ogni foro produce una mini-immagine che segue l’andamento dell’eclissi. Queste soluzioni non sostituiscono gli occhiali certificati per l’osservazione diretta, ma permettono di seguire il fenomeno in sicurezza quando la copertura è parziale.
Attenzione: nei luoghi in cui si raggiungerà la totalità dell’eclissi la luce del disco scomparirà per un periodo limitato; solo in quel breve intervallo il cielo potrà essere osservato senza filtri. Appena riappare il primo lembo di Sole vanno ripresi subito gli occhiali protettivi o l’osservazione indiretta.
Per approfondire le misure di sicurezza e le modalità di osservazione la NASA e l’American Astronomical Society pubblicano linee guida dettagliate sull’uso dei dispositivi e sui metodi di proiezione. Consultare quei materiali prima dell’osservazione aiuta a scegliere la soluzione più adatta e a ridurre i rischi per gli occhi.
