Il Tribunale ha prorogato fino al 9 ottobre la misura cautelare che riguarda Jacques e Jessica Moretti, indagati nell’ambito della strage avvenuta a Capodanno nel locale Constellation a Crans-Montana. La proroga contiene l’ipotesi, proposta dagli interessati, di sostituire l’obbligo di firma quotidiano con una verifica tramite videoconferenza con la polizia cantonale.
Ipotesi di controllo tramite videoconferenza
Nel provvedimento il giudice si dichiara “disposto a modificare la misura sostitutiva” su richiesta dello stesso Moretti, ma aggiunge che “prima di farlo, intende accertarsi rigorosamente della fattibilità e dell’efficacia di un simile mezzo di controllo”. Il servizio per l’applicazione delle misure, interpellato per un parere, indica che gli agenti del posto di polizia cantonale di Sierre potrebbero, a loro discrezione, prendere contatto quotidianamente con la coppia tramite una chiamata in videoconferenza, descrivendo nello specifico la procedura suggerita per la verifica della presenza.
Secondo il testo dell’atto, gli interessati dovrebbero rispondere a tale chiamata dal loro domicilio o da un qualsiasi altro luogo noto situato nella regione, per consentire agli agenti di verificare la loro effettiva presenza; questa soluzione viene indicata come possibile alternativa all’obbligo di firma. In attesa di un parere definitivo, il Tribunale di Sion attende la valutazione della procura competente.
Inchiesta Crans-Montana, accuse e misure cautelari
I coniugi sono indagati, con altre 13 persone, nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Capodanno in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite; i reati contestati comprendono incendio, lesioni aggravate e omicidio colposo. Le limitazioni cautelari a carico dei Moretti sono in vigore dal 9 gennaio e seguono l’arresto iniziale di Jacques, che è stato poi scarcerato dopo 14 giorni.
All’uscita dalla detenzione Jacques ha versato una cauzione di 200 mila franchi (214mila euro circa). Nel provvedimento si ricorda inoltre che alla famiglia sono stati sequestrati i documenti per l’espatrio, compresi quelli dei figli di uno e quattro anni, la cui restituzione è stata recentemente richiesta; su questo insieme di provvedimenti la procura del Cantone del Vallese dovrà pronunciarsi a breve, valutando anche l’opzione della videocall Moretti come mezzo di controllo quotidiano.
La decisione della procura del Vallese determinerà se la verifica tramite collegamento audiovisivo potrà sostituire il controllo fisico quotidiano, mutando così le modalità cautelari applicate ai coniugi coinvolti nell’accaduto a Crans-Montana.
