Giuseppe Conte ha dichiarato oggi a Montecitorio di aver ribadito la stessa posizione del Movimento 5 Stelle sul tema dell’Ucraina e di rispettare le scelte del Partito democratico; il leader M5s ha inoltre ricordato di essersi incontrato a pranzo con la segretaria del Pd, incontro concordato la settimana scorsa. Conte ha detto che «la nostra posizione è sempre la stessa» e che «la dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco», sottolineando che non ci sono «problemi personali» con la segretaria Dem.
La risposta di Elly Schlein a Conte
Sul tema dell’Ucraina, Elly Schlein ha replicato ieri a Conte con nettezza alle esternazioni del leader M5s: «Non funziona così», ha detto, sostenendo che prima vada definito «il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie», perché chi vince debba «guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito». Con queste parole la segretaria dem ha cercato di limitare le polemiche interne e di richiamare la coalizione all’unità sui contenuti comuni.
Schlein ha ribadito che la priorità è dunque la definizione di una roadmap programmatica condivisa al tavolo di coalizione, e ha invitato i partner a non frammentarsi su scelte che devono essere discusse insieme; ha citato come esempio di temi concreti la proposta sul congedo paritario di cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori, da inserire nelle proposte comuni contro la destra.
Risonanze tra alleati e attacchi dal centrodestra
La discussione ha provocato reazioni immediate all’interno dell’area progressista e offerto terreno di critica al centrodestra, che ha ripreso le parole di Conte. Il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha commentato sui social il presunto silenzio della segretaria Pd e ha chiesto a più riprese di chiarire «se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin», rilanciando il confronto sui valori della democrazia e sull’orientamento europeo.
Anche nel campo riformista sono arrivate prese di posizione critiche: Matteo Renzi ha detto di non condividere le idee di Conte e ha invocato primarie limpide con un patto che garantisca l’unità del giorno dopo, richiamando l’esistenza di «due idee di sinistra» come elemento di confronto interno.
Il banco di prova in Parlamento e i nodi programmatici
Un primo banco di prova concreto arriverà a breve con la risoluzione sulle comunicazioni del ministro dell’Economia, Giorgetti, attesa mercoledì in Parlamento, quando riferirà sulla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa.
La difficoltà maggiore riguarda il nodo del Safe, il prestito Unione europea dedicato alla spesa per la Difesa su cui il Movimento 5 Stelle e Avs sono contrari, mentre nel Partito democratico le sensibilità risultano diverse: proprio su questi punti si gioca la possibilità di costruire un programma condiviso prima di andare alle urne per le primarie della coalizione.
Lo scontro fra i leader mette così al centro non soltanto i rapporti personali ma la sequenza decisionale della coalizione, con la proposta di Conte di coinvolgere gli elettori e la richiesta di Schlein di fissare prima i contenuti; il confronto su come conciliare queste posizioni definirà i prossimi passi del dialogo tra Conte e Schlein e influenzerà gli equilibri nella preparazione della sfida con il centrodestra.
