La tensione torna a salire nel nord-ovest della Libia, dove nella notte sono esplosi violenti combattimenti tra gruppi armati nelle città di Zawiya e Surman, lungo la costa a ovest di Tripoli. Gli scontri hanno provocato morti e feriti, anche se al momento non è stato diffuso un bilancio ufficiale delle vittime. Le violenze hanno inoltre paralizzato la circolazione sulla principale arteria costiera che collega la capitale alle città occidentali e al confine con la Tunisia. Nelle ultime ore la situazione sembra essersi parzialmente calmata, ma il clima resta estremamente fragile.
Dove sono scoppiati gli scontri in Libia
Secondo le prime ricostruzioni riportate dai media locali, le sparatorie sono iniziate nell’area di Al Harsha, alla periferia occidentale di Zawiya, e nei pressi del complesso petrolifero della città. Successivamente i combattimenti si sono estesi fino a Surman, coinvolgendo anche la zona del carcere cittadino.
Le fonti presenti sul posto riferiscono che durante gli scontri sarebbero state utilizzate armi automatiche, armi di medio calibro e armamenti pesanti. Nel caos si sarebbe verificata anche una fuga di massa di detenuti, in larga parte migranti rinchiusi nella struttura. Sebbene nelle ultime ore l’intensità degli spari sia diminuita, le autorità e le organizzazioni umanitarie continuano a parlare di una calma soltanto apparente.
Chi sarebbe coinvolto nei combattimenti in Libia
Le autorità libiche non hanno ancora confermato ufficialmente chi siano i protagonisti degli scontri né quale sia stata la causa che ha innescato le ostilità. Secondo ricostruzioni diffuse da diversi media locali, i combattimenti vedrebbero contrapposti uomini vicini alla formazione guidata da Mohammed Bahroun, conosciuto come Al Far, e la 103ª Brigata di fanteria comandata da Othman al-Lahab. L’episodio rappresenterebbe l’ennesimo capitolo della competizione tra le numerose formazioni armate che operano nella Libia occidentale per il controllo del territorio.
Strada costiera chiusa e massima allerta per i soccorsi
A causa dei combattimenti, il Servizio libico di ambulanza ed emergenza ha invitato la popolazione a evitare completamente la strada costiera, interrompendo di fatto i collegamenti tra Tripoli, Zawiya, Surman, Sabratha e le altre città del litorale occidentale.
Anche la Mezzaluna Rossa di Surman ha portato al massimo il livello di allerta delle proprie squadre e ha chiesto ai gruppi armati di garantire corridoi umanitari per consentire l’evacuazione delle famiglie rimaste intrappolate nelle aree interessate dagli scontri e il trasferimento dei feriti verso strutture sanitarie sicure.
Le misure adottate dalle autorità
Di fronte all’escalation della violenza, anche la Fondazione nazionale libica per i diritti umani ha invitato i residenti delle zone coinvolte a rimanere nelle proprie abitazioni, evitando finestre, balconi e le principali vie di comunicazione.
Le amministrazioni comunali di Surman e di Zawiya Ovest hanno disposto la sospensione delle attività degli uffici pubblici per l’intera giornata. Nel frattempo, la società che gestisce la raffineria di Zawiya ha raccomandato ai dipendenti di non avvicinarsi alle aree interessate dai combattimenti, precisando comunque che l’impianto continua a operare regolarmente.
Sebbene gli scontri sembrino essersi attenuati rispetto alle prime ore della giornata, la situazione resta altamente instabile e le autorità continuano a monitorare l’evoluzione degli eventi in una delle aree più delicate della Libia occidentale.
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