Paola Perego si è raccontata a Il Corriere della Sera in occasione dei suoi sessant’anni, compiuti lo scorso 17 aprile, tracciando un bilancio personale e professionale dopo 43 anni di lavoro. Nel racconto ha ricordato l’inizio della carriera a 16 anni, la vita familiare in un appartamento di due stanze con i genitori e la sorella, e i progetti televisivi recenti che la vedono protagonista sia in radio sia nel digitale.
Carriera, programmi e progetti
Nel corso dell’intervista la conduttrice ha menzionato il suo passato in programmi come Citofonare Rai 2 e la prima serata con The Floor, oltre al podcast Poteva andare peggio, sottolineando che la trasmissione Citofonare Rai 2 è stata cancellata nonostante i buoni ascolti. Ha confermato inoltre che tornerà la nuova stagione di The Floor e ha raccontato di avere in mente un format preciso, un progetto che prevede di dare voce a donne vittime di stalking e di andare nei paesi per documentarne le storie, pur consapevole dei limiti legali che una simile impostazione potrebbe incontrare.
Stalking, attacchi di panico e la vita privata
La conduttrice ha raccontato di essere stata vittima di due stalker, descrivendo il secondo caso come particolarmente inquietante perché l’uomo lasciava nella portineria del suo palazzo peluche e ciucci per bambini, giustificandosi dicendo che fossero per i loro figli: nel racconto emerge chiaramente la violenza psicologica subita e la volontà di raccontare storie simili attraverso il suo progetto. Paola Perego ha parlato anche degli attacchi di panico che l’hanno accompagnata per molti anni del suo percorso professionale, rivelando che per un periodo è andata in onda in televisione sotto cura con psicofarmaci e che, in una delle prime uscite con il futuro marito, lui le disse stringendole il viso tra le mani «Questa per te è casetta».
Relazioni, etica e aneddoti familiari
Nel libro di memorie la conduttrice affronta il tema dell’«etica delle corna», sintetizzando la regola breve come «non si va con il compagno di un’amica» e ampliandola nella versione lunga a conoscenti e ruoli indiretti; racconta inoltre un episodio personale in cui, dopo aver presentato una collega al marito per aiutarla, lui confidò che lei aveva tentato di baciarlo senza successo. Paola Perego ha anche ricordato un aneddoto più leggero: una volta ha rigato la macchina del marito, osservando con ironia che a Roma può succedere, e ha rimarcato più volte il ruolo di supporto avuto da Lucio Presta durante le sue crisi.
Il racconto, che mescola vicende professionali e private, è parte di un memoir in cui Paola Perego riflette sul valore degli affetti, sulle ferite causate dallo stalking e sulle regole non scritte che governano le relazioni, offrendo così al lettore un ritratto sincero e frammentato della sua vita.
