Umbria e il centro-nord sono nel mirino del caldo: tra oggi e domani la quarta ondata di calore raggiungerà il suo picco massimo, con punte che in alcune aree potranno superare i quaranta gradi e minime notturne difficili a scendere sotto i venticinque gradi. Ieri nel Ternano sono stati registrati 41 gradi, mentre il caldo si accompagna a mari molto caldi che alimentano l’afa e l’instabilità meteorologica.
Picco termico e distribuzione geografica
Il cuore della crisi termica interessa in modo particolare la Pianura padana e le regioni centrali, dove le temperature massime saranno spesso superiori ai quarantagradi nelle aree interne e in certe zone della Sardegna, mentre le coste meridionali beneficeranno delle brezze marine che mitigheranno la calura nelle ore diurne. Le minime notturne al Centro-Nord scenderanno a fatica sotto i venticinque gradi e concorreranno a generare le cosiddette notti super tropicali, fenomeno cui si assiste con crescente frequenza in questo periodo estivo.
La quarta ondata di calore si accompagna però anche a un aumento dell’instabilità pomeridiana sulle montagne, con rischio di temporali localizzati sulle Alpi e sugli Appennini, mentre il mare molto caldo contribuisce a esacerbare l’umidità percepita lungo le coste e nelle aree urbane densamente edificate.
Cause, mare caldo e temporali
Climatologi e meteorologi indicano come principali cause dell’anomalia termica l’affermazione dell’anticiclone africano che ha sostituito l’anticiclone delle Azzorre e il progressivo riscaldamento del Mediterraneo, dove la temperatura superficiale dell’acqua ha raggiunto e in alcuni casi superato i 30 gradi in tutto il bacino. Questo eccesso di calore marino rappresenta carburante per l’instabilità atmosferica e favorisce la formazione di temporali intensi, soprattutto nelle ore pomeridiane in prossimità dei rilievi.
Il meteorologo Lorenzo Tedici ha spiegato che nei prossimi giorni si assisterà a forti temporali pomeridiani in montagna e che una tregua significativa è attesa solo intorno a Ferragosto, mentre un break più breve e localizzato è previsto tra l’8 e il 10 agosto, con temporali che aumenteranno l’umidità e la sensazione di afa.
Impatto sul territorio, incendi e agricoltura
Le città stanno segnalando misure per tutelare chi non può lasciare le isole di calore urbano, dove le temperature risultano tre-cinque gradi superiori rispetto alle aree verdi circostanti, e oggi il Comune di Palermo ha disposto il blocco totale della circolazione delle carrozze per tutelare cavalli e cittadini. La Protezione civile ha emanato un’allerta gialla per nubifragi lungo tutta la fascia appenninica dall’Umbria alla Calabria e per le aree interne della Sicilia, mentre il rischio di incendi resta elevato con Sicilia in allerta arancione ed Emilia Romagna in stato di preallarme per pianura, collina e costa.
Il caldo estremo è stato indicato come probabile causa dell’incendio a Porto Marghera che ha coinvolto un deposito di rifiuti metallici, mentre un rogo attivo dal 22 luglio a Cavaglio in Piemonte ha ripreso vigore nonostante pioggia e sorvoli di Canadair. La prolungata siccità minaccia le coltivazioni, con il direttore di Confagricoltura Pavia, Alberto Lasagna, che avverte del rischio di compromissione totale del raccolto del riso e ricorda che quest’anno l’acqua è venuta a mancare in modo improvviso rispetto al 2022.
Di fronte a temperature estreme, mari a trenta gradi e un numero record di comuni con bollino rosso, le autorità locali e i servizi di emergenza mantengono misure di attenzione e allerta, monitorando incendi, focolai e le eventuali ricadute sui raccolti e sulle popolazioni più vulnerabili.
