Carlos Cordeiro ha annunciato il 31 luglio 2026 a Milano le dimissioni dalla carica di principale consigliere del presidente Fifa.
La decisione, ha spiegato Cordeiro, è nata per la netta opposizione al piano del presidente Gianni Infantino di aprire la Fifa ai privati mediante la vendita del Mondiale. L’ex banchiere, che era anche rappresentante della Fifa nella task force della Casa Bianca per il Mondiale 2026, ha reso pubblica la scelta su LinkedIn.
Il contenuto della lettera pubblicata su LinkedIn
Nella nota pubblicata sul suo profilo, Carlos Cordeiro ha chiarito di non aver avuto alcun ruolo nella proposta e ha assunto una posizione di netta contrarietà. «Voglio essere chiaro: non ho avuto alcun ruolo in questa proposta e sono categoricamente contrario. Questo è un male per le associazioni membri della Fifa, un male per il calcio e un male per il futuro a lungo termine del calcio», ha scritto l’ex consigliere, utilizzando parole che collegano direttamente la scelta delle dimissioni al progetto di vendita.
La lettera riporta una critica puntuale all’ipotesi di cedere pacchetti azionari o quote delle prossime edizioni della Coppa del Mondo a investitori privati, una misura che Cordeiro giudica incompatibile con gli interessi delle federazioni affiliate e con lo sviluppo a lungo termine dello sport. Nel testo l’ex banchiere sottolinea la distanza dalle responsabilità formative e rappresentative attribuite al suo ruolo dentro la Fifa.
Reazioni di confederazioni e della politica
Immediata è stata la reazione delle confederazioni: la Afc si è unita alla Uefa e alla Concacaf nel condannare l’iniziativa di vendita, mentre l’unico appoggio formale segnalato finora è arrivato dalla Caf, guidata da Patrice Motsepe. La Conmebol è rimasta silenziosa rispetto all’annuncio.
La proposta ha ricevuto attacchi anche in ambito politico: il Primo Ministro britannico Andy Burnham, in visita a Sheffield, ha dichiarato che la mossa era «una proposta oltraggiosa» e che il fatto stesso che sia stata presa in considerazione dimostra, a suo parere, che Gianni Infantino «non è la persona giusta per guidare l’organizzazione».
Il quadro che emerge dal giorno delle dimissioni mostra quindi sia una frattura interna all’area dirigente della Fifa sia un allineamento critico di diverse confederazioni e di esponenti politici. La scelta di Cordeiro, figura nota per il ruolo nella task force presidenziale sulla Coppa del Mondo, ha posto il tema della governance e della proprietà degli asset sportivi al centro del dibattito pubblico.
La Afc si è affiancata alla Uefa e alla Concacaf nel condannare la proposta di vendita delle quote del torneo; la Caf ha espresso invece un chiaro sostegno, mentre la Conmebol non ha finora preso posizione.
