La visita di Pedro Sanchez a Ceuta è stata segnata dalla tensione. Il premier spagnolo è arrivato nell’enclave situata sulla costa nord del Marocco per affrontare l’emergenza migratoria che ha portato migliaia di persone a tentare l’ingresso nella città autonoma, ma ad attenderlo ha trovato anche la protesta di numerosi residenti, che hanno accusato il governo di aver lasciato sola la popolazione locale.
I cittadini contestano il governo: “Ci avete traditi”
Secondo quanto riportato dai media locali, tra cui Ceuta Tv, un gruppo consistente di abitanti si è radunato nei pressi del municipio durante la visita del capo dell’esecutivo spagnolo. I manifestanti hanno esposto striscioni con messaggi di forte contestazione, tra cui accuse di tradimento rivolte alle istituzioni nazionali, e hanno intonato slogan contro Sanchez.
La protesta è nata soprattutto dal sentimento di abbandono espresso da una parte della popolazione, preoccupata per l’impatto degli arrivi irregolari sulle strutture di accoglienza e sulle risorse disponibili. Molti residenti hanno spiegato di essere scesi in piazza per rendere evidente la difficoltà vissuta dalla città davanti a una situazione considerata ormai insostenibile.
Sanchez a Ceuta: “Faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza”
Durante la visita nell’exclave spagnola, Pedro Sanchez ha assicurato che il governo utilizzerà “tutte le risorse” necessarie per tutelare la sicurezza degli abitanti di Ceuta e per favorire il ritorno alla normalità.
Il premier ha dichiarato di comprendere “l’angoscia” vissuta dalla popolazione locale, sottolineando l’impegno dell’esecutivo per garantire la convivenza e affrontare la crisi nel presente e nel futuro.
Sánchez si è recato a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, dopo l’arrivo irregolare di circa 49.000 migranti che ha provocato una forte pressione sulla città autonoma. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha chiesto al governo centrale di valutare la dichiarazione di emergenza per la sicurezza nazionale.
Il premier accusa le mafie dei trafficanti: “Hanno diffuso una falsa interpretazione”
Secondo Sánchez, dietro l’arrivo in massa di migranti ci sarebbero le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Il premier ha definito quella in corso “una delle maggiori crisi” affrontate dalla Spagna negli ultimi anni.
Alla base dell’ondata di ingressi, secondo il capo del governo, ci sarebbe una lettura strumentale di una recente sentenza della Corte Suprema, interpretata dai trafficanti come un’indicazione secondo cui non sarebbe possibile rimpatriare le persone entrate nel territorio spagnolo attraverso il mare.
Sánchez ha spiegato che questa interpretazione si sarebbe rapidamente diffusa attraverso le reti sociali, provocando una crescita degli arrivi paragonata a una “polvere da sparo” capace di alimentare una vera e propria valanga. Nel frattempo, il governo ha annunciato l’accelerazione delle procedure di espulsione per le persone arrivate negli ultimi giorni.
Sanchez: “Quanto accaduto è una violazione della sovranità spagnola”
Nel corso delle dichiarazioni rilasciate a Ceuta, il premier ha definito gli eventi delle ultime ore come “un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna”.
Sánchez ha espresso una dura condanna per gli ingressi di massa avvenuti via mare e via terra, definendoli “deplorevoli” e ribadendo che il governo intende reagire con fermezza per ristabilire il controllo della situazione.
La crisi migratoria di Ceuta apre così un nuovo fronte politico per l’esecutivo spagnolo, chiamato a gestire da un lato la pressione sugli apparati di sicurezza e accoglienza e dall’altro il crescente malcontento di una parte della popolazione locale.
Sanchez: “Bisogna riportare al più presto la normalità a Ceuta”
La crisi migratoria a Ceuta spinge il governo spagnolo ad accelerare le misure di controllo al confine. Al termine di una riunione di coordinamento, Sanchez ha indicato come priorità il rapido ritorno alla normalità nella città autonoma, confermando anche la volontà di mantenere la collaborazione con il Marocco e di rafforzare i dispositivi di sicurezza lungo la frontiera. All’incontro hanno partecipato anche il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas.
Parlando con i giornalisti a Ceuta, il capo del governo ha sottolineato la necessità di intervenire rapidamente. “È urgente recuperare quanto prima la normalità e non mettere a rischio la convivenza”, ha dichiarato. Sanchez ha poi condannato con fermezza quanto accaduto: “Quanto accaduto merita tutta la nostra riprovazione e tutta la nostra condanna nel modo più energico possibile”. Il premier ha definito “deplorevole l’attacco e la violazione dell’integrità territoriale di una città spagnola come Ceuta”, osservando inoltre che la situazione richiama quella vissuta nel 2021, pur senza rivolgere critiche dirette al Marocco.
Boe al confine per fermare gli arrivi via mare
Sul piano operativo, Sanchez ha annunciato che il governo ha chiesto alle autorità marittime di installare una serie di boe lungo il frangiflutti della frontiera, così da creare una barriera fisica contro gli arrivi di migranti via mare.
Secondo il premier, si tratta di una misura temporanea, pensata anche per agevolare le procedure di rimpatrio. Nel frattempo, l’esecutivo valuterà possibili modifiche alla normativa sull’immigrazione con l’obiettivo di accelerare il rimpatrio dei migranti che attraversano il confine.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Exclave ed enclave: cosa sono e perché Ceuta è un caso particolare
