Venerdì 31 luglio il ministero dell’Interno spagnolo ha diffuso una stima che cambia le dimensioni dell’emergenza: circa 49mila persone avrebbero raggiunto Ceuta via mare e via terra nelle ultime 24 ore. Almeno 19 migranti sarebbero morti durante i tentativi di attraversamento.
Mentre il sistema di accoglienza della città è ormai al collasso, la crisi è diventata anche terreno di scontro politico. In Spagna, Vox accusa il governo di Pedro Sánchez di aver spalancato le frontiere. In Italia, Giorgia Meloni ha rilanciato la possibilità di interrompere temporaneamente la libera circolazione con la Spagna, trasformando gli arrivi a Ceuta in un nuovo attacco alle politiche migratorie del governo socialista.
Ceuta, la Spagna schiera l’esercito e rafforza il confine
Il governo spagnolo ha inviato l’esercito a sostegno della Guardia Civil e delle forze già presenti a Ceuta. Madrid e Rabat hanno inoltre rafforzato i controlli lungo il confine: le autorità marocchine hanno utilizzato anche idranti per impedire nuove partenze, mentre la frontiera di Beni Enzar, a Melilla, è stata temporaneamente chiusa dopo un altro tentativo di ingresso collettivo.Il presidente Pedro Sánchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska si sono recati nell’exclave per seguire direttamente le operazioni. Il governo centrale ha però respinto la richiesta avanzata dal presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, di dichiarare l’“emergenza nazionale”: la normativa spagnola sulla protezione civile prevede infatti questa possibilità per calamità naturali, rischi tecnologici e incidenti gravi, ma non per l’aumento dei flussi migratori.
Madrid ha promesso di accelerare le procedure di rimpatrio delle persone entrate irregolarmente, senza però aggirare le garanzie previste dalla legge. Il nodo riguarda soprattutto chi viene intercettato in mare mentre tenta di raggiungere Ceuta a nuoto.
L’8 luglio il Tribunale Supremo spagnolo ha stabilito che in questi casi non può essere applicato il cosiddetto rechazo en frontera, il respingimento immediato utilizzato nei confronti di chi supera le recinzioni terrestri. Le persone intercettate in mare devono essere sottoposte alla procedura ordinaria di rimpatrio, con la possibilità di far valutare la propria posizione e presentare una domanda di protezione.La decisione è stata indicata dalla destra come una delle cause degli arrivi. Tuttavia, i migranti interrogati dai giornalisti spagnoli hanno raccontato di non conoscere la sentenza. Le autorità non hanno ancora individuato una spiegazione definitiva: Rabat parla dell’attività delle organizzazioni criminali, mentre in Spagna si sospetta che il Marocco abbia ridotto temporaneamente la sorveglianza, come già avvenuto durante la crisi diplomatica del 2021.
Meloni contro la Spagna: “Sospendere Schengen”
In Italia, il governo Meloni ha reagito annunciando nuovi controlli sui collegamenti provenienti dalla Spagna. La presidente del Consiglio ha parlato della possibilità di “sospendere Schengen”, mentre Matteo Salvini ha invocato la “difesa dei confini” e Antonio Tajani ha accusato Madrid di favorire l’immigrazione irregolare attraverso le proprie politiche di regolarizzazione.Tecnicamente, però, l’Italia non può sospendere unilateralmente la Spagna dall’area Schengen. Può soltanto ripristinare temporaneamente i controlli alle proprie frontiere interne, compresi porti e aeroporti, in presenza di una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza. La misura deve essere limitata, proporzionata e comunicata alle istituzioni europee.La risposta spagnola è arrivata immediatamente.
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid, Giuseppe Buccino Grimaldi, definendo le dichiarazioni provenienti da Roma “improprie” e dettate dalla “demagogia partitica”. Il governo spagnolo ha inoltre respinto il collegamento tra la crisi di Ceuta e la regolarizzazione dei migranti già presenti nel Paese, che richiede una permanenza precedente sul territorio spagnolo. Nel frattempo, a Ceuta l’emergenza rimane soprattutto umanitaria. I centri di accoglienza sono sovraffollati e migliaia di persone si trovano senza una sistemazione, mentre le autorità cercano di identificare chi è arrivato e di assistere i feriti. Dietro lo scontro tra governi resta così la stessa immagine: persone che entrano in acqua, rischiano di morire e raggiungono la spiaggia europea senza sapere cosa accadrà dopo.
