Il numero di persone entrate irregolarmente a Ceuta nelle ultime 24 ore continua a salire. Dopo le prime stime di 40-49mila diffuse in mattinata dal ministero dell’Interno spagnolo, il presidente dell’enclave Juan Jesús Vivas ha alzato il bilancio ad almeno 60mila persone, pari secondo le sue parole al 70% degli 85mila abitanti della città autonoma. Vivas ha paragonato la portata dell’evento a quella che si avrebbe se in 24 ore entrassero in Spagna 34 milioni di persone, definendo la pressione impossibile da assorbire.
Il bilancio dei morti nell’attraversamento a nuoto del confine, secondo le fonti spagnole riportate dall’Ansa, è salito ad almeno 24, mentre il totale dei corpi recuperati dalla Guardia Civil nelle acque di Ceuta dall’inizio del 2026 supera i 40, il dato più alto dalla tragedia del Tarajal nel 2014.
Secondo ulteriori informazioni raccolte dai media spagnoli, tra le persone arrivate ci sarebbero anche migliaia di minori. Le autorità stanno cercando di identificare i nuovi arrivati e di organizzare una prima assistenza, mentre le strutture di accoglienza e i servizi locali risultano sottoposti a una pressione eccezionale.
Migranti a Ceuta, strutture di accoglienza sotto pressione
Ceuta, insieme a Melilla, rappresenta uno dei due soli confini terrestri tra l’Unione europea e il continente africano. Negli ultimi giorni la città aveva già registrato un forte aumento degli arrivi, in particolare di minori non accompagnati, ma le dimensioni del nuovo flusso superano nettamente quelle osservate nelle precedenti crisi migratorie.
Il governo spagnolo non ha ancora fornito una ricostruzione completa delle cause che hanno favorito il passaggio di un numero così elevato di persone in poche ore. Resta inoltre da chiarire quale sia stato il ruolo delle autorità marocchine nel controllo della frontiera.
La situazione è in continua evoluzione. Madrid sta coordinando gli interventi con le autorità locali, mentre nelle prossime ore sono attesi nuovi dati ufficiali sul numero effettivo degli ingressi e sulle condizioni delle persone arrivate.
Ceuta, scontro tra Italia e Spagna sulla regolarizzazione dei migranti
La crisi di Ceuta ha aperto uno scontro diplomatico tra Italia e Spagna. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno collegato l’aumento degli arrivi alla regolarizzazione straordinaria approvata dal governo di Pedro Sánchez, sostenendo che la misura possa avere prodotto un “effetto richiamo”. Madrid ha respinto questa ricostruzione, ricordando che il provvedimento riguarda soltanto le persone già presenti in Spagna prima del primo gennaio 2026 e che possono dimostrare almeno cinque mesi di permanenza continuativa nel Paese. Chi ha raggiunto Ceuta nelle ultime ore, quindi, non può beneficiarne. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha definito le dichiarazioni italiane “improprie” e frutto di “demagogia partitica”, convocando l’ambasciatore italiano a Madrid. Meloni ha inoltre evocato il possibile ripristino dei controlli sui collegamenti con la Spagna, ma la questione dello scontro resta il legame, contestato da Madrid, tra la crisi e la regolarizzazione.
