Se ne va un pezzo di storia del calcio italiano. Franco Baresi si è spento questa notte, all’età di 66 anni. Al campione bresciano era stata diagnosticata una nodulazione polmonare, per la quale era stato sottoposto a un intervento circa un anno fa. Le sue condizioni si erano progressivamente aggravate nel tempo, pur senza mai togliergli del tutto la voglia di presenziare, con visibile fatica ma con la stessa dignità di sempre, ad alcuni appuntamenti a lui cari.
Tra questi, il ritorno sugli spalti di San Siro, salutato da un lungo applauso, e la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, dove aveva sfilato con la fiamma olimpica nonostante le difficoltà fisiche ormai evidenti. Non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali sulle cause del decesso.
L’amore per la moglie Maura e i figli: la vita privata del campione
Riservatezza. È la parola che meglio descrive il rapporto tra Franco Baresi e sua moglie Maura, un legame durato oltre quattro decenni e vissuto sempre lontano dai riflettori che invece hanno accompagnato la carriera del marito.
Di lei si sa relativamente poco. Maura non ha mai cercato l’esposizione mediatica, mantenendo un profilo defilato anche negli anni in cui Baresi era all’apice della popolarità. Le nozze sono arrivate a metà degli anni Ottanta, dopo un fidanzamento non lunghissimo. In un’intervista rilasciata tempo fa, lo stesso Baresi aveva descritto quel legame come fondato sulla ricerca di stabilità, un valore che diceva di aver applicato tanto nella vita privata quanto nel proprio percorso da calciatore. Si sono conosciuti in un ristorante in Toscana, lontano dai riflettori e dai palcoscenici che avrebbero poi accompagnato la vita del campione.
I figli Edoardo e Giannandrea
Due i figli nati da questo legame. Giannandrea è arrivato nel 1997 attraverso un’adozione, mentre il primogenito Edoardo era nato qualche anno prima, nel 1991. Entrambi hanno scelto strade lontane dal calcio giocato, evitando consapevolmente l’esposizione mediatica legata al cognome del padre.
Una famiglia che, coerentemente con lo stile discreto sempre mantenuto, ha attraversato anche gli ultimi, difficili mesi legati alla malattia con la stessa misura e lo stesso riserbo che l’hanno contraddistinta per tutta la vita.
