La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone ha difeso le tutele contrattuali italiane e ha invitato i giovani a confrontare le offerte prima di partire. Al Giffoni Film Festival 2026, intervenendo alla presentazione del film “Il quaderno di Tommaso” promossa dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Calderone ha risposto a una domanda su chi lascia l’Italia per lavoro; il passaggio è stato ripreso in un video poi circolato sui social. Calderone, che è stata presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro prima dell’incarico di governo (carica che da allora è ricoperta dal marito), ha insistito sull’importanza di scelte ponderate elogiando l'”evoluto sistema del lavoro italiano che non ha eguali nel mondo”. Parole che cozzano con la realtà dei fatti, come testimoniato delle migliaia di reazioni veementi arrivate dal web per smentire la ministra.
L’Invito ai giovani: confrontare le offerte prima di partire
Alla domanda «Cosa direbbe a un giovane che lascia l’Italia per trovare lavoro?», la ministra ha risposto che «è nato nel paese più bello del mondo con delle grandi opportunità». Ha aggiunto che aprire le proprie categorie mentali verso nuovi contesti è utile, ma che è fondamentale fare valutazioni approfondite prima della scelta. Dal suo punto di vista professionale, ha consigliato di «valutare, imparare anche a farsi assistere magari dai tecnici del mondo del lavoro» per ottenere informazioni che consentano di comparare in modo corretto le proposte estere con quelle presenti in Italia. In più passaggi ha ripetuto l’invito a mettere a confronto condizioni contrattuali, livelli retributivi e prospettive di crescita.
Visualizza questo post su Instagram
Sistema del lavoro e garanzie citate dalla ministra Calderone
Calderone ha definito l’attuale sistema del lavoro italiano «talmente evoluto che non ha eguali in Europa e conseguentemente nel mondo» e ha richiamato l’esistenza dei contratti collettivi nazionali di lavoro, insieme alle garanzie legate all’occupazione regolare. Ha quindi ribadito la necessità di orientarsi con strumenti tecnici e consulenze qualificate quando si valutano percorsi professionali fuori dai confini nazionali, rimarcando il peso delle regole e della contrattazione collettiva nella protezione del lavoratore.
Reazioni online e dibattito
La diffusione del video ha generato reazioni immediate: diversi utenti hanno richiamato il tema dei salari fermi agli anni Novanta e c’è chi ha raccontato di trasferimenti all’estero motivati da condizioni economiche più favorevoli. “E infatti ho valutato che preferisco 4.500 euro di stipendio al mese, con contratto indeterminato, orari umani e flessibili, bonus e possibilità di crescita, rispetto al paese più bello del mondo, che mi godo in ferie”, ha commentato su Instagram un italiano che oggi vive a Stoccolma.
“Lo vada a dire a chi fa ricerca scientifica ai massimi livelli e si trasferisce a fare i post doc dall’altra parte del mondo perché in Italia è sottopagato, di aprire le categorie mentali”, dice un altro utente. “Le grandi opportunità? Sono lavorare senza contratto a 800 euro al mese senza nessun diritto, nel paese più bello del mondo”.
Nel suo finale, da «tecnico del mondo del lavoro», la ministra ha ribadito: «possiamo ancora dire viva l’Italia», perché oltre a essere il Paese più bello del mondo «è un paese che offre anche delle buone garanzie e non bisogna mai confondere l’illegalità con la legalità». Affermazioni che non trovano riscontro con la realtà.
