Cratere Voragine dell’Etna ha mostrato un’intensificazione dell’attività stromboliana a partire dalle 03:30 della scorsa notte, con emissione di cenere che si disperde in direzione Nord-Ovest, rende noto l’INGV Osservatorio Etneo di Catania.
#Etna Live – Da alcune ore è iniziato un nuovo episodio eruttivo al cratere Voragine.
L’attività esplosiva sembra localizzata su più bocche allineate lungo la frattura che si era attivata lo scorso 5 luglio. Video di Emilio Messina pic.twitter.com/SfYhNHQjOe
— Il Mondo dei Terremoti (@mondoterremoti) July 30, 2026
Osservazioni del monitoraggio e dinamica eruttiva
La rete di sorveglianza dell’INGV ha rilevato che l’ampiezza media del tremore vulcanico, indicatore dell’energia interna del sistema, è giunta su valori alti con un repentino incremento intorno alle 03:30, segnalano le telecamere e i parametri sismici.
L’attività, inizialmente descritta come stromboliana, si è trasformata in emissione con caduta di brandelli incandescenti nella zona sommitale, tanto che l’Osservatorio ha classificato la fase come fontana di lava, pur precisando che il fenomeno non mostra un livello di energia molto elevato rispetto ad altri eventi.
Le sorgenti dell’evento sono localizzate nell’area dei Crateri Bocca Nuova e Voragine, poste ad una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare, secondo le ricostruzioni e le misure fornite dall’INGV.
Avvisi per l’aviazione e spazi aerei
L’INGV Osservatorio Etneo ha emesso un avviso per l’aviazione (VONA) di massima allerta, di colore rosso, e in parallelo segnala la chiusura, a scopo precauzionale, di uno spazio aereo in corrispondenza dell’attività in corso.
Contestualmente il bollettino riferisce che il VONA risulta ancora stabile sul livello verde, il più basso, evidenziando una discrepanza fra i passaggi informativi; malgrado queste misure precauzionali, l’attuale fase eruttiva non sta impattando sull’operatività dello aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
Le autorità aeroportuali e i centri di monitoraggio continuano a sorvegliare la situazione, mantenendo comunicazioni tra osservatorio e controllo del traffico per eventuali azioni coordinate nel caso in cui l’attività dovesse evolvere.
Contesto e precedenti sull’Etna
L’Etna è tra i vulcani più attivi d’Europa e, come ricorda l’INGV, ha già prodotto nelle prime settimane di luglio 2026 un’eruzione con emissione di cenere dal Cratere Voragine e una nube vulcanica alta 1,5 km che aveva allora inciso sull’operatività aeroportuale con voli dirottati o cancellati.
Nel quadro odierno, le osservazioni sul campo e le registrazioni strumentali confermano un aumento dell’attività sommitale con emissione di cenere e scorie incandescenti, indicazioni che gli esperti continueranno a monitorare nelle prossime ore per valutare l’eventuale evoluzione del fenomeno.
Il confronto tra l’avviso VONA di colore rosso e la segnalazione di livello verde nel bollettino sottolinea la presenza di elementi informativi differenti nel reporting ufficiale, mentre sul terreno permangono emissioni e caduta di materiale nella zona sommitale collegata alla fontana di lava osservata.
