Adriano Cappellari, il giornalista ventenne di Enego, in provincia di Vicenza, è indagato con l’accusa di aver organizzato le minacce e l’attentato incendiario di cui si era dichiarato vittima. La Procura di Vicenza gli contesta i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato continuato, procurato allarme e truffa ai danni di un ente pubblico. I carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella casa del cronista.
Cappellari indagato, cosa era successo davanti alla sua abitazione
L’episodio risale alla notte del 31 maggio, quando davanti all’abitazione di Cappellari, a Enego, era divampato un incendio. Sul posto erano state trovate bottiglie contenenti liquido infiammabile, bombolette di gas e una lettera con fotografie e messaggi minatori. Le fiamme avevano provocato danni limitati al portone, senza causare feriti.
Il cronista aveva collegato l’intimidazione alla propria vicinanza a don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano noto per il suo impegno contro la criminalità organizzata. Nelle minacce comparivano anche riferimenti alla premier Giorgia Meloni.
Adriano Cappellari, gli elementi raccolti dagli investigatori
Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dal sostituto procuratore Alessia Grenna, sarebbe stato lo stesso Cappellari a preparare e collocare l’ordigno. Le telecamere di videosorveglianza avevano ripreso una persona travisata mentre depositava vicino al cancello un involucro contenente bombolette di gas, alcol e artifici pirotecnici.
Gli esperti del Ris hanno stimato per l’autore un’altezza compresa tra 1,69 e 1,75 metri, ritenuta compatibile con quella del giornalista. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito gli acquisti dei materiali utilizzati.Secondo la Procura, il 25 aprile Cappellari avrebbe ordinato online quattro cartucce di gas della stessa marca di quelle rinvenute nell’ordigno, utilizzando il proprio numero di telefono e una carta di credito a lui intestata. Il 29 aprile avrebbe acquistato anche sei bottiglie di alcol denaturato compatibili con quelle recuperate sul posto.
Adriano Cappellari ha finto un attentato?
Dopo l’accaduto, numerosi esponenti politici avevano espresso solidarietà al giovane collaboratore, mentre le forze dell’ordine avevano avviato gli accertamenti per individuare i responsabili e chiarire il movente.
Cappellari aveva inoltre riferito di aver ricevuto, nei mesi precedenti, altre lettere anonime contenenti minacce e inviti a interrompere la propria attività. Fin dalle prime ore successive all’incendio aveva comunque escluso un coinvolgimento diretto della camorra, ipotizzando che l’origine del gesto potesse essere locale.
Gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica dell’incendio, l’origine dei messaggi minatori e le circostanze che hanno preceduto la denuncia. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa ancora da verificare: Cappellari deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
