Glen Hansard è morto oggi, mercoledì 29 luglio, a 56 anni. Era nato il 21 aprile 1970 a Ballymun, quartiere popolare a nord di Dublino, in una famiglia semplice. A 13 anni aveva già lasciato la scuola per suonare per strada, tra i marciapiedi della capitale, dove negli anni avrebbe incontrato buona parte dei musicisti con cui poi avrebbe costruito la sua carriera.
La morte è arrivata in seguito a un incidente stradale avvenuto poco prima delle 4.30 del mattino, sulla Lower Road, nella zona di Strawberry Beds, a Lucan, un sobborgo a ovest di Dublino. Hansard viaggiava in moto ed è uscito di strada da solo: nell’incidente non risultano coinvolti altri veicoli. I soccorsi sono arrivati rapidamente sul posto, ma per lui non c’è stato nulla da fare, le ferite riportate nello schianto si sono rivelate fatali. La polizia ha chiuso la zona per i rilievi e ha lanciato un appello a chi si trovasse a passare di lì in quelle ore, nella speranza di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
A confermare la notizia è stata la sua agenzia, che ha parlato di una famiglia sconvolta dal lutto, chiedendo un po’ di privacy in un momento evidentemente difficile e ringraziando chi è intervenuto sul luogo. Hansard lascia la compagna, la poetessa Maire Saaritsa, e un figlio piccolo, Christy, di appena tre anni. Era diventato padre nel 2022, a 52 anni.
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La carriera, l’impegno sociale e il legame con l’Italia
Nel 1990 Hansard fonda i Frames, band che diventa presto un pilastro della scena rock alternativa irlandese, con lui alla voce e alla chitarra. È lo stesso periodo in cui inizia anche a lavorare come attore, un percorso che nel 1991 lo porta a interpretare il chitarrista Outspan Foster in “The Commitments“, il film di Alan Parker che lo fa conoscere a un pubblico più ampio.
Ma è “Once“, uscito nel 2007, a cambiargli davvero la vita. Il film, girato con un budget minimo, conquista pubblico e critica, e porta Hansard, insieme alla collega Markéta Irglová, a vincere l’Oscar per la miglior canzone originale nel 2008 con “Falling Slowly“. Dal set nasce anche un sodalizio artistico più duraturo, quello con Irglová, con cui forma il duo Swell Season, protagonista di diversi album, l’ultimo uscito appena l’anno scorso. Da solista pubblica poi lavori molto apprezzati, tra cui “Didn’t He Ramble” del 2015, che gli vale una candidatura ai Grammy, e nel corso della carriera collabora anche con gli U2 ed Eddie Vedder dei Pearl Jam, con quest’ultimo lega un’amicizia che va ben oltre il rapporto professionale.
Al di là della musica, Hansard era conosciuto anche per il suo impegno concreto a favore delle persone senza dimora in Irlanda, causa a cui teneva particolarmente e a cui ha dedicato tempo ed energie per anni. Con l’Italia aveva poi un legame speciale, in particolare con Lucca, città dove nel tempo aveva costruito amicizie vere e dove amava tornare per concerti piccoli e intimi, sempre accolti con grande calore: non a caso il video di “There’s No Mountain“, brano del 2023, era stato girato proprio tra Lucca e Ferrara.
Il suo ultimo progetto discografico è “Don’t Settle”, album in due volumi pubblicato tra aprile e giugno di quest’anno, e ad agosto avrebbe dovuto partire per un tour mondiale che a dicembre lo avrebbe portato anche in Italia, con una data fissata per il 14 all’Auditorium Parco della Musica di Roma: un concerto che, purtroppo, i suoi fan italiani non potranno più vedere.
