Volodymyr Zelensky ha incontrato Donald Trump alla Casa Bianca, in un colloquio a porte chiuse durato circa un’ora. Il presidente ucraino è arrivato nello Studio Ovale alle 9.30, ora di Washington, e ha lasciato l’edificio poco prima dell’arrivo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Nessuna conferenza stampa congiunta e pochi dettagli ufficiali: a raccontare i contenuti dell’incontro è stato soprattutto Zelensky, attraverso un messaggio pubblicato sui social.
“Buon incontro con il presidente Trump nello Studio Ovale”, ha scritto il leader ucraino. “Grazie per tutto ciò che facciamo insieme per proteggere le vite degli ucraini e promuovere la pace”.
A good meeting with President Trump @POTUS at the Oval Office. Thank you for everything we do together to protect the lives of Ukrainians and advance peace. First and foremost, I offered President Trump our condolences on the passing of Lindsey Graham. He was a true friend of… pic.twitter.com/56yoaeqb2B
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 28, 2026
Zelensky-Trump, cosa si sono detti alla Casa Bianca
Prima di entrare nel merito della guerra, Zelensky ha espresso a Trump le condoglianze per la morte del senatore repubblicano Lindsey Graham, definito “un vero amico dell’Ucraina”. Il presidente ucraino si trovava a Washington anche per partecipare ai funerali del parlamentare, che aveva sostenuto con forza gli aiuti militari a Kiev e nuove sanzioni contro Mosca.
Il cuore del colloquio, però, è stato il rafforzamento della difesa aerea ucraina. “Il presidente e io abbiamo discusso di licenze per la produzione di intercettori Patriot e di diverse altre idee che potrebbero aiutare”, ha spiegato Zelensky. Non è stato annunciato un nuovo accordo, ma le due delegazioni dovranno ora definire concretamente come procedere.
La questione era già stata affrontata durante il vertice Nato di Ankara, l’8 luglio. In quell’occasione Trump aveva promesso di permettere all’Ucraina di produrre su licenza gli intercettori utilizzati dai sistemi Patriot, armi difensive usate per abbattere missili balistici e proteggere città e infrastrutture energetiche.
Patriot, perché gli intercettori sono la priorità di Kiev
L’Ucraina chiede da mesi una maggiore disponibilità di intercettori, mentre la Russia continua a colpire il Paese con missili e droni. Il 23 luglio Zelensky aveva incontrato anche una delegazione di Raytheon, l’azienda statunitense che produce i sistemi Patriot, discutendo della possibile coproduzione dei missili direttamente sul territorio ucraino.
Accanto alla difesa aerea, nello Studio Ovale si è parlato del tentativo di riaprire il negoziato con Mosca. “È importante che il processo diplomatico venga rivitalizzato”, ha dichiarato Zelensky, aggiungendo che le rispettive squadre organizzeranno i prossimi contatti.
L’incontro mostra un riavvicinamento tra i due presidenti, ma non certifica ancora una svolta. Le licenze per i Patriot devono essere tradotte in accordi industriali, tempi di produzione e forniture concrete. Anche sul piano diplomatico, per ora, resta l’intenzione di rilanciare il dialogo: la strada verso un negoziato effettivo continua a dipendere soprattutto dalla disponibilità della Russia.
