La Rai manterrà Report in palinsesto, ha ribadito l’amministratore delegato Giampaolo Rossi in un’intervista a Mf. La precisazione segue la pubblicazione, da parte di La Verità, di uno stralcio audio che coinvolge il conduttore Sigfrido Ranucci. Nella registrazione, riferita a presunte infiltrazioni, Ranucci ha affermato: «Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia e di massoneria», frase che ha innescato richieste di chiarimenti da esponenti del centrodestra e interventi del sindacato UniRai Figec.
Lo spezzone è tratto da un colloquio telefonico tra Ranucci e una giornalista. La messa in onda della trasmissione resta confermata dall’azienda, nonostante le sollecitazioni politiche e sindacali.
La linea dell’azienda e la posizione di Sigfrido Ranucci
«Report va avanti perché è un brand Rai, è sempre esistito e continuerà a esistere anche dopo, a prescindere da chi lo conduce e dagli amministratori delegati», ha detto Rossi a Mf, fissando la rotta aziendale in mezzo alle polemiche sorte sulla registrazione diffusa. L’indicazione, spiegano in ambienti editoriali, riguarda il valore del marchio e la continuità del prodotto, al di là delle contestazioni sul conduttore.
In serata Sigfrido Ranucci ha risposto al Tg1: «L’audio riporta fatti che, se sono stati riscontrati, sono stati sicuramente denunciati, come sempre da parte del sottoscritto quando verificati. Se invece è un audio privato, è stato diffuso senza la mia autorizzazione. È grave anche questo».
Le reazioni politiche e sindacali
La pubblicazione dell’audio ha prodotto reazioni a catena. Marco Scurria, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha attaccato: «Dopo aver smentito la sua autobiografia e le deposizioni rese in Procura, adesso Ranucci smentirà anche le gravissime insinuazioni sulla presenza di massoni e mafiosi in Rai?». Per Massimo Ruspandini «quanto rivelato appare più il tentativo goffo di un adolescente di fare colpo sulla bella di turno che non l’analisi raffinata di un giornalista d’inchiesta».
Matteo Gelmetti ha collegato affermazioni e frequentazioni: «Ranucci considera Lavitola il suo migliore amico da diversi anni, e Lavitola è notoriamente un massone della stessa loggia del gran maestro Gioele Magaldi che fu “assoldato” da Ranucci per un servizio contro il ministro Urso». Il senatore Giorgio Maria Bergesio ha chiesto un intervento immediato dell’azienda: «L’azienda ha l’obbligo di adottare subito i provvedimenti necessari per proteggere il decoro della Rai».
I componenti di Forza Italia in Commissione di Vigilanza hanno sollecitato accertamenti su più fronti: «Ferma restando la solidarietà per l’attentato, è tempo di fare chiarezza sia da parte della Procura, sull’attentato, sia da parte della Rai, per capire come siano state organizzate certe inchieste di Ranucci e da chi potrebbero essere state condizionate o ispirate». Nel frattempo, oltre alle prese di posizione politiche e agli interventi del sindacato UniRai Figec, sono arrivate richieste formali alla Commissione di Vigilanza e appelli all’Audit Rai e all’Ordine dei giornalisti.
