Quando nel luglio 2023 uscì Oppenheimer, il film con cui Christopher Nolan raccontò la storia del fisico americano J. Robert Oppenheimer, sui social iniziò a circolare una curiosa teoria. Secondo migliaia di post, il regista avrebbe dato al film lo stesso nome in codice utilizzato da un suo fratello, descritto come un sicario internazionale ricercato. La storia era così insolita da diventare virale, ma la realtà è più complessa.
Il fratello in questione è Matthew Nolan, il maggiore dei tre fratelli Nolan. A differenza di Christopher e di Jonathan Nolan, noto sceneggiatore e creatore di Westworld, Matthew è rimasto lontano dall’industria cinematografica ed è finito al centro di una lunga vicenda giudiziaria internazionale. Tuttavia, come ha evidenziato un approfondito fact-check di Newsweek, definirlo un “sicario” o affermare che sia stato condannato per omicidio non è corretto.
Le accuse per l’omicidio di Robert Cohen
La vicenda risale al 2005, quando il commercialista americano Robert Cohen scomparve durante un viaggio in Costa Rica. Il suo corpo venne ritrovato alcuni giorni dopo e le autorità costaricane ipotizzarono che dietro il delitto ci fosse un piano organizzato da più persone. Tra gli indagati comparve anche Matthew Nolan, accusato di aver partecipato al rapimento e all’omicidio di Cohen.
Nel 2009 Matthew Nolan venne arrestato negli Stati Uniti su richiesta del Costa Rica, che ne chiese l’estradizione. Nei documenti presentati dalle autorità costaricane veniva descritto come un presunto killer su commissione, sostenendo che sarebbe stato reclutato per uccidere Cohen. Tuttavia, durante il procedimento, il giudice statunitense ritenne che non fossero state presentate prove sufficienti a sostenere questa ricostruzione e respinse la richiesta di estradizione. Successivamente il Costa Rica ritirò la domanda.
Per questo motivo, sottolinea Newsweek, Matthew Nolan non è mai stato condannato per omicidio né riconosciuto colpevole di essere un sicario. La definizione continua a circolare soprattutto sui social, ma non riflette l’esito giudiziario della vicenda.
Perché si faceva chiamare “Oppenheimer”
Uno degli aspetti che ha alimentato maggiormente la curiosità riguarda il nome “Oppenheimer”.
I documenti del procedimento confermano infatti che Matthew Nolan utilizzò realmente l’alias “Matthew McCall-Oppenheimer”, firmando anche alcune email con questo nome. Ma il riferimento, secondo le ricostruzioni dell’epoca, non aveva alcun legame con il fisico J. Robert Oppenheimer raccontato nel film di Christopher Nolan. Il cognome sarebbe stato scelto per richiamare la ricchissima famiglia Oppenheimer, storicamente legata al commercio dei diamanti attraverso il gruppo De Beers, così da presentarsi come un imprenditore facoltoso.
La coincidenza tra il nome utilizzato da Matthew Nolan e il titolo del film diretto dal fratello ha contribuito ad alimentare speculazioni online, ma non esistono elementi che colleghino le due cose. Né Christopher Nolan né Jonathan Nolan hanno mai commentato pubblicamente la vicenda del fratello maggiore.
Il tentativo di fuga dal carcere
Durante la detenzione negli Stati Uniti, Matthew Nolan finì nuovamente sulle pagine dei giornali per un tentativo di evasione dal Metropolitan Correctional Center di Chicago. Secondo gli atti giudiziari, avrebbe cercato di organizzare una fuga utilizzando lenzuola, una corda artigianale e altri oggetti di contrabbando. Per quell’episodio fu condannato a una pena detentiva aggiuntiva.
Negli anni la vicenda è riemersa ciclicamente, soprattutto in occasione dell’uscita dei film di Christopher Nolan. Molti post sui social descrivono Matthew Nolan come un “sicario latitante” o danno per accertate accuse che, in realtà, non sono mai sfociate in una condanna.
