Un nuovo intervento sul prezzo dei carburanti è possibile? Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non lo esclude, ma invita alla prudenza. Durante il question time alla Camera, il titolare del Mef ha spiegato che il governo valuterà l’eventuale utilizzo del meccanismo delle accise mobili quando questo entrerà in funzione. Nel corso del confronto parlamentare, Giorgetti ha affrontato anche altri temi centrali per l’economia italiana, dalla crescita del Pil alla procedura europea per deficit eccessivo, fino alla riforma tributaria e ai rapporti con l’Unione europea.
Accise mobili, cosa ha detto Giorgetti sui prezzi dei carburanti
Rispondendo a chi gli chiedeva se, dopo il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti tornati sui livelli dello scorso marzo, il governo fosse pronto a intervenire con un ulteriore taglio delle accise, Giorgetti ha richiamato il meccanismo delle accise mobili.
Il ministro ha spiegato che questo strumento verrà preso in considerazione quando sarà operativo, precisando però che, allo stato attuale, non esiste ancora una decisione in tal senso. Le sue parole lasciano quindi aperta la possibilità di un futuro intervento, senza però confermare misure nell’immediato.
Il governo conferma le stime sulla crescita del Pil
Nel corso del question time, Giorgetti ha ribadito che il quadro economico delineato dal governo non presenta, almeno per ora, elementi tali da richiedere una revisione significativa. Secondo il ministro, le informazioni congiunturali raccolte dopo la pubblicazione del Documento di finanza pubblica dello scorso aprile mostrano che non emergono scostamenti rilevanti rispetto alle previsioni dell’esecutivo. Per il 2026 il governo continua infatti a stimare una crescita del Prodotto interno lordo pari allo 0,6%.
Giorgetti ha inoltre ricordato che il quadro macroeconomico più aggiornato resta quello contenuto nel Documento di finanza pubblica presentato in primavera. Le revisioni al ribasso formulate da alcuni organismi internazionali, compreso il Fondo monetario internazionale, vengono invece ricondotte soprattutto al peggioramento dello scenario internazionale e si inseriscono in un contesto che interessa, con intensità diverse, l’insieme delle economie avanzate dell’area euro.
Deficit eccessivo e Superbonus, verifiche ancora in corso
Il ministro ha affrontato anche il tema della procedura europea per disavanzo eccessivo, spiegando che il governo è ancora in attesa delle valutazioni definitive da parte delle istituzioni competenti, previste per il mese di settembre.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti relativi ai crediti collegati al Superbonus, indicati come la principale causa dello scostamento nei conti pubblici. Le verifiche riguardano la legittimità di questi crediti e la loro effettiva permanenza. Proprio l’esito di tali controlli potrebbe portare a una revisione al ribasso delle stime, attesa con la pubblicazione prevista il 22 settembre.
In arrivo l’ultimo testo unico della riforma tributaria
Sul fronte fiscale, Giorgetti ha annunciato che è ormai vicina l’approvazione definitiva dell’ultimo degli otto nuovi testi unici tributari. L’obiettivo dell’intervento è riordinare la normativa fiscale attraverso una revisione organica delle disposizioni oggi distribuite in oltre 440 diversi atti legislativi. Secondo il ministro, il nuovo impianto normativo consentirà di superare l’attuale frammentazione della legislazione tributaria.
Giorgetti ha inoltre sottolineato che i testi unici potranno favorire una maggiore certezza del diritto, migliorare la compliance dei contribuenti, accompagnare i processi di innovazione dell’amministrazione fiscale e rafforzare gli strumenti di contrasto all’evasione.
La tassa sui pacchi e la concorrenza delle importazioni asiatiche
Tra gli argomenti affrontati anche la cosiddetta “tassa pacchi“, che il ministro ha descritto come una risposta alla crescente quantità di spedizioni di piccolo valore provenienti dai Paesi asiatici. Secondo Giorgetti, questo fenomeno rischia di mettere in seria difficoltà il commercio europeo. La discussione sulla misura prosegue sia a livello nazionale sia nel coordinamento con gli altri Paesi europei, così da individuare una risposta condivisa nell’ambito delle politiche commerciali.
Difesa, conti pubblici e rispetto delle regole europee
Infine, il ministro ha rivendicato la posizione dell’Italia sul fronte dei conti pubblici, sostenendo che il governo è tra i pochi in Europa a rispettare integralmente i vincoli previsti dal Patto di stabilità. Giorgetti ha escluso che eventuali maggiori spese per la difesa possano essere finanziate riducendo gli investimenti destinati a sanità o istruzione. Qualora il Parlamento decidesse di aumentare le risorse per sicurezza e difesa, ha spiegato, sarebbe necessario approvare uno scostamento di bilancio.
Parlando infine dei fondi europei Safe, il ministro ha precisato che non esistono scadenze perentorie per accedervi. Ha inoltre ricordato che, grazie alle condizioni della finanza pubblica, l’Italia continua a finanziarsi regolarmente attraverso il collocamento dei Btp e può quindi valutare se ricorrere ai titoli di Stato ordinari oppure agli strumenti messi a disposizione dal programma europeo.
