Andy Burnham ha inaugurato il suo mandato come nuovo primo ministro del Regno Unito con un discorso che punta a segnare una discontinuità rispetto all’era di Keir Starmer. Nel suo intervento davanti al numero 10 di Downing Street, il leader laburista ha promesso un «piano decennale» per trasformare istituzioni, economia e servizi pubblici, assicurando che i primi provvedimenti per alleggerire il costo della vita arriveranno “a partire da domani”.
Tra le novità simboliche annunciate c’è anche l’apertura di una sede operativa di Downing Street a Manchester, scelta che riflette l’obiettivo di decentralizzare il potere politico e amministrativo, uno dei pilastri del nuovo esecutivo.
Lotta alla povertà abitativa e interventi sul costo della vita
Burnham ha indicato la povertà abitativa come una delle emergenze prioritarie del suo governo. L’obiettivo dichiarato è eliminare il fenomeno dei senzatetto attraverso un piano strutturale, proseguendo una battaglia già avviata durante gli anni alla guida della Greater Manchester.
Parallelamente il premier ha promesso misure immediate per sostenere le famiglie più colpite dall’aumento del costo della vita. Tra le ipotesi allo studio figurano interventi sulle bollette energetiche e sui trasporti pubblici, mentre sul fronte dei conti pubblici Burnham ha ribadito la volontà di rispettare i vincoli fiscali, contenendo la spesa per il welfare «in modo equo e sostenibile» senza rinunciare agli investimenti considerati strategici, come quelli per la difesa.
Le prime decisioni del governo
Tra i primi provvedimenti annunciati dal nuovo esecutivo figura la revoca del progetto di carta d’identità digitale obbligatoria introdotto dal precedente governo.
L’esecutivo ha inoltre anticipato criteri più severi per l’assegnazione dei contratti pubblici alle grandi aziende tecnologiche. Tra le società citate compare anche Palantir, che sarà soggetta a regole più stringenti nell’accesso agli appalti pubblici.
Energia, Mare del Nord e critiche degli ambientalisti
Sul fronte energetico Burnham ha confermato il via libera a nuove attività nel Mare del Nord, sostenendo che la sicurezza energetica rappresenta un elemento essenziale della strategia economica del Regno Unito.
La decisione ha però suscitato critiche da parte dell’ala ambientalista e della sinistra ecologista, mentre è stata accolta positivamente dai sindacati del settore e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha elogiato l’approccio del nuovo premier britannico.
Sostegno all’Ucraina e i primi contatti internazionali
Nelle prime ore da premier, Burnham ha ricevuto le telefonate di diversi leader internazionali, tra cui il presidente statunitense Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il nuovo capo del governo ha assicurato che la linea britannica sull’Ucraina non cambierà, promettendo di continuare a sostenere Kiev «al 100%» e confermando la volontà di mantenere saldo il ruolo del Regno Unito nelle alleanze occidentali.
John Healey nuovo cancelliere dello Scacchiere
Intanto prende forma anche la squadra di governo. La nomina più rilevante riguarda John Healey, scelto come nuovo cancelliere dello Scacchiere e quindi responsabile della politica economica del Paese.
La scelta rappresenta una delle prime mosse politiche di Burnham per rassicurare i mercati, pur mantenendo un equilibrio tra l’anima più progressista del Partito Laburista e le esigenze di stabilità economica. Healey, già ministro della Difesa, aveva lasciato il precedente governo dopo divergenze sulla spesa militare e ora guiderà il Tesoro nel delicato compito di attuare il programma economico del nuovo esecutivo.
