Sei atleti della Nazionale italiana di powerchair football hanno avuto negato l’imbarco a Fiumicino su un volo EasyJet diretto a Glasgow, oggi 20 luglio. La Federazione italiana paralimpica powerchair sport (Fipps) aveva ottenuto già in aprile una autorizzazione formale dalla compagnia al trasporto sia delle carrozzine per la mobilità quotidiana sia delle sei carrozzine speciali da gioco, ma l’accesso all’aeromobile è stato rifiutato al gate. La squadra si stava recando a Glasgow per partecipare a un torneo internazionale utile alla preparazione in vista dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina, e il Comitato Italiano Paralimpico ha segnalato l’accaduto alle autorità competenti.
Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato Italiano Paralimpico e dalla Fipps, la documentazione che autorizzava il trasporto era stata inviata e approvata settimane prima: la federazione aveva specificato i due tipi di carrozzine e aveva ricevuto una conferma formale da parte di EasyJet. Il punto contestato dalle organizzazioni è la discrepanza tra quell’autorizzazione preventiva e l’atto pratico al banco imbarco, dove — viene detto — il personale ha impedito ai sei atleti di salire sullo stesso volo.
Autorizzazione preventiva e diniego al gate
Le carte citate dalle organizzazioni indicano chiaramente la concessione del permesso per il trasporto delle attrezzature. Nonostante questo, il rifiuto sarebbe avvenuto al momento dell’imbarco e non in fase di prenotazione, una differenza che le stesse sigle mettono al centro della protesta: autorizzazione formale ottenuta in anticipo versus diniego operativo al gate. Il Comitato e la Fipps richiedono spiegazioni sulle responsabilità tecniche e operative che hanno portato alla mancata partenza del gruppo.
Reazioni ufficiali
Il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, ha partecipato alla notifica dell’episodio e ha accompagnato la richiesta di chiarimento sulle responsabilità operative che hanno determinato il blocco. La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha reagito pubblicando sui suoi canali social la definizione dell’episodio come “gravissimo e inaccettabile” e ha chiesto alla compagnia chiarimenti urgenti. “Mi auguro che Easyjet risponda immediatamente chiarendo la sua posizione dopo aver impedito il diritto di viaggio ai passeggeri con disabilità“, ha scritto la ministra.
Le comunicazioni ufficiali delle sigle coinvolte seguono uno schema preciso: invio della richiesta di trasporto in aprile, concessione dell’autorizzazione formale da parte della compagnia, diniego al momento dell’accesso all’aeromobile, e segnalazione formale inviata alle autorità competenti. Nel testo della contestazione le organizzazioni sollecitano misure per evitare il ripetersi di casi analoghi e chiedono che vengano chiariti i criteri applicati al gate rispetto alle autorizzazioni preventive.
Stato delle verifiche e la risposta di Easyjet
Dopo le richieste di chiarimento avanzate dal Comitato Italiano Paralimpico e dalla ministra per le Disabilità, è arrivata anche la replica ufficiale di EasyJet. La compagnia ha dichiarato di essere “profondamente dispiaciuta” per quanto accaduto alla Nazionale italiana di powerchair football e ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per ricostruire l’accaduto.
“Siamo profondamente dispiaciuti per l’esperienza del gruppo della Nazionale Italiana di Powerchair Football. Abbiamo avviato un’indagine interna per ricostruire l’accaduto e nel frattempo siamo in contatto con i passeggeri e stiamo facendo tutto il possibile per trovare una soluzione. Rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità per EasyJet e prendiamo questa vicenda con la massima serietà”, ha dichiarato il vettore in una nota.
Restano comunque da chiarire le ragioni operative che hanno portato al diniego dell’imbarco, nonostante la federazione sostenga di aver ricevuto già ad aprile l’autorizzazione formale per il trasporto delle carrozzine da gioco e di quelle utilizzate per la mobilità quotidiana. Il Comitato Italiano Paralimpico e la Fipps attendono ora l’esito delle verifiche e ulteriori spiegazioni da parte della compagnia.
