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Argentina, striscione sulle Malvinas dopo la vittoria con l’Inghilterra: cosa rischiano Messi e compagni

L'esultanza dopo la semifinale del Mondiale ha riacceso la disputa sulle Isole Falkland. Londra chiede un'indagine della Fifa: il gesto potrebbe violare il divieto di messaggi politici negli stadi

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Argentina, striscione sulle Malvinas dopo la vittoria con l'Inghilterra: cosa rischiano Messi e compagni

Argentina, striscione sulle Malvinas dopo la vittoria con l'Inghilterra: cosa rischiano Messi e compagni

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

La festa per la vittoria dell’Argentina sull’Inghilterra nella semifinale del Mondiale 2026 rischia di trasformarsi in un caso diplomatico. Al termine della partita, alcuni giocatori dell’Albiceleste hanno esposto uno striscione con la scritta “Las Malvinas son Argentinas” (“Le Malvinas sono argentine”), rilanciando la storica rivendicazione di Buenos Aires sulle Isole Falkland, territorio britannico d’oltremare conteso dai due Paesi. Il gesto ha provocato la reazione del governo britannico, che ha chiesto alla Fifa di aprire un’indagine.

Perché lo striscione può costare caro all’Argentina

Secondo il regolamento disciplinare della Fifa, durante le competizioni ufficiali sono vietati messaggi di natura politica, ideologica, religiosa o offensiva all’interno degli stadi. Per questo motivo la Federazione internazionale potrebbe aprire un procedimento disciplinare nei confronti della Federcalcio argentina e dei giocatori coinvolti.

Al momento non è stata annunciata alcuna sanzione, ma la vicenda è al vaglio dopo le richieste avanzate da Londra.

Cosa rischiano i giocatori

L’ipotesi più probabile è una multa nei confronti della Federazione argentina. In casi analoghi la Fifa ha infatti applicato sanzioni economiche comprese tra 5.000 e 20.000 dollari, anche se il codice disciplinare consente, nei casi più gravi, di adottare ulteriori provvedimenti sportivi.

Esiste inoltre un precedente che riguarda proprio l’Argentina: nel 2014 la Federazione fu multata dopo che i giocatori avevano esposto uno striscione con lo stesso slogan prima del Mondiale in Brasile. Più recentemente, nel 2022, la Serbia fu sanzionata per un messaggio politico sul Kosovo esposto nello spogliatoio durante il Mondiale in Qatar.

La reazione del Regno Unito

Il governo britannico ha definito il gesto “del tutto inappropriato”. Un portavoce del primo ministro Keir Starmer ha ribadito la posizione di Londra con una frase destinata a far discutere: “La Coppa del Mondo forse non sarà nostra, ma le Falkland lo sono certamente”, aggiungendo che la sovranità dell’arcipelago “non è in discussione” e sostenendo la richiesta di un’indagine della Fifa.

La disputa sulle Malvinas

Le isole, chiamate Falkland nel Regno Unito e Malvinas in Argentina, sono al centro di una disputa territoriale da quasi due secoli. Nel 1982 la giunta militare argentina invase l’arcipelago, dando origine alla Guerra delle Falkland, durata poco più di due mesi e conclusasi con la vittoria britannica. Da allora Londra mantiene il controllo del territorio, mentre Buenos Aires continua a rivendicarne la sovranità.

La polemica arriva a pochi giorni dalla finale del Mondiale, nella quale l’Argentina affronterà la Spagna, trasformando una celebrazione sportiva in un nuovo terreno di scontro politico e diplomatico.

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