16 luglio 2026 – Officine Sociali è la cooperativa sociale che gestisce i Cpr di Palazzo San Gervasio, Trapani, Macomer e Bari e da appena quattromila euro di fatturato nel 2019 è riuscita a raggiungere oltre 11,4 milioni nel 2025. Nel giro di pochi anni è diventata una delle principali realtà private coinvolte nella gestione di queste struttre. Una crescita alimentata dagli appalti pubblici, che si accompagna a ritardi nel pagamento degli stipendi, debiti verso dipendenti e fornitori e contratti di leasing per automobili dal valore di centinaia di migliaia di euro. Questo emerge da un’inchiesta pubblicata su Altreconomia, che ha analizzato il bilancio della cooperativa sociale siciliana e ricostruito il ruolo di alcune delle persone coinvolte nella sua attività.
Officine sociali, quattro Cpr e un fatturato cresciuto del 60%
Officine sociali gestisce i Cpr di Palazzo San Gervasio, Trapani e Macomer ma nel bilancio compare anche quello di Bari nonostante non sia ancora chiaro se la cooperativa sia effettivamente subentrata al precedente gestore.Si tratta complessivamente di quattro degli undici Centri di permanenza per il rimpatrio attivi in Italia, strutture nelle quali le persone straniere destinatarie di un provvedimento di espulsione possono essere trattenute in attesa del rimpatrio.
Grazie soprattutto alla gestione di queste strutture, nel 2025 il fatturato della cooperativa è aumentato di circa il 60% rispetto all’anno precedente, arrivando a superare gli 11,4 milioni di euro. Un dato particolarmente elevato per un ente iscritto al Registro unico nazionale del Terzo settore e associato a Confcooperative.
Il ruolo di Marco Bianca e la condanna per il Cie di Modena
Secondo la ricostruzione del giornale, un ruolo operativo importante nella cooperativa sarebbe ricoperto da Marco Bianca, in particolare nelle strutture di Caltanissetta e Palazzo San Gervasio. Bianca non risulta tra i componenti del consiglio di amministrazione, ma avrebbe continuato a occuparsi concretamente della gestione di diversi centri.
Il 28 giugno 2023 è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Modena per frode nelle pubbliche forniture, in relazione alla gestione del vecchio Centro di identificazione ed espulsione della città tra il 2012 e il 2013. Il processo d’appello è atteso per la fine di settembre 2026. La sentenza non è quindi definitiva. All’epoca Bianca rappresentava la cooperativa Carol Woytila, parte del Consorzio Oasi, che nel febbraio 2012 si era aggiudicato un appalto prefettizio da circa 1,9 milioni di euro.
Le contestazioni riguardavano, tra le altre cose, l’esecuzione incompleta dei servizi previsti, la distribuzione inadeguata di vestiti e beni agli ospiti, le carenze nell’assistenza sanitaria e il mancato pagamento di alcune mensilità ai lavoratori. La Prefettura di Modena era dovuta intervenire direttamente, anticipando circa 300mila euro per gli stipendi.
Stipendi mai arrivati a Palazzo San Gervasio
Problemi simili, secondo l’inchiesta, si sarebbero ripresentati nel Cpr di Palazzo San Gervasio. All’inizio di luglio 2026 la Prefettura è intervenuta in via sostitutiva versando 238mila euro per coprire gli stipendi relativi ai mesi di febbraio, marzo e aprile. Altri 30mila euro sono stati destinati all’impresa incaricata delle pulizie.
Già nella primavera del 2025 erano stati segnalati ritardi nelle retribuzioni. In diciannove mesi di contratto, inoltre, Officine sociali non avrebbe garantito oltre 5.592 ore di lavoro previste, sostenendo di non essere riuscita a reperire alcune delle figure professionali necessarie. Le difficoltà non sembrano però aver rallentato l’espansione della cooperativa, che avrebbe continuato ad aggiudicarsi la gestione di grandi centri per migranti e richiedenti asilo.
Officine sociali, i debiti e le automobili di lusso
Dal bilancio del 2025 emergono debiti complessivi per circa 5,9 milioni di euro. Di questi, più di due milioni sono dovuti ai fornitori, 1,8 milioni riguardano debiti tributari e oltre 463mila euro sono somme esigibili entro l’esercizio successivo nei confronti dei dipendenti. I crediti dichiarati dalla cooperativa ammontano invece a 5,27 milioni.
A colpire sono soprattutto tre contratti di leasing riportati nei documenti contabili. La cooperativa risulta aver sottoscritto una locazione finanziaria per un’Audi Q5 dal valore di oltre 58mila euro, una Mercedes Gle 53 da quasi 115mila euro e una Mercedes Gt 63 da 178.990 euro.
Una spesa che risalta ancora di più se confrontata con i ritardi nelle retribuzioni e con gli interventi delle Prefetture per garantire ai lavoratori il pagamento degli stipendi. Altreconomia riferisce inoltre di aver tentato più volte, senza successo, di contattare il presidente della cooperativa Angelo Murabito.
Officine sociali è l’emblema di quanto il sistema della detenzione amministrativa sia pienamente integrato all’interno del mercato dal momento che è un settore sostenuto da fondi pubblici, nel quale i fatturati continuano a crescere mentre, dentro e fuori dai centri, lavoratori e persone trattenute denunciano ancora servizi insufficienti e condizioni precarie.
