L’intelligenza artificiale necessita di numerose infrastrutture fisiche: migliaia di server, collegamenti alla rete elettrica e sistemi di raffreddamento attivi senza interruzioni. Dietro ai servizi digitali e ai nuovi modelli generativi ci sono impianti capaci di consumare enormi quantità di energia e acqua. Lo Stato di New York ha quindi deciso di fermarsi prima che la crescita dei data center produca conseguenze difficili da gestire. La governatrice democratica Kathy Hochul ha firmato un ordine esecutivo che sospende fino a un anno il rilascio di alcuni permessi per le nuove strutture di maggiori dimensioni.
Data center, cosa prevede la moratoria di New York
La misura riguarda i data center “hyperscale”. Siu tratta di grandi complessi che ospitano migliaia di server e sostengono servizi cloud e sistemi di intelligenza artificiale. La sospensione si applica ai permessi ambientali discrezionali statali le cui domande non siano già state dichiarate complete.
Durante la pausa, le autorità realizzeranno una valutazione ambientale generale per stabilire criteri comuni sull’impatto degli impianti. Saranno analizzati il fabbisogno di energia, il consumo e la qualità dell’acqua, le emissioni, il rumore e la pressione esercitata sulla rete elettrica. Una volta approvate le nuove regole, i progetti potranno ripartire rispettando anche le autorizzazioni urbanistiche locali.
“Il progresso non dovrebbe arrivare con bollette più alte, riserve d’acqua prosciugate o inquinamento acustico”, ha dichiarato Hochul. Secondo la governatrice, i nuovi impianti dovranno produrre autonomamente almeno parte dell’energia necessaria oppure pagare una tariffa maggiore per utilizzare la rete pubblica.
Il costo energetico dell’intelligenza artificiale
La corsa all’IA sta aumentando la domanda di chip, processori e capacità di calcolo. I data center funzionano giorno e notte e devono essere raffreddati costantemente, con consumi che possono mettere sotto pressione infrastrutture elettriche già vicine al limite.
New York vuole evitare che gli investimenti necessari per potenziare la rete vengano scaricati sulle bollette di famiglie e imprese. L’amministrazione sta valutando anche un fondo finanziato dai gestori dei data center per sostenere nuovi impianti energetici, sistemi di accumulo e l’ammodernamento della rete.
Lo scontro tra New York e Big Tech
La Data Center Coalition sostiene che la moratoria spingerà investimenti, posti di lavoro e attività economiche verso altri Stati. Anche il repubblicano Bruce Blakeman, avversario di Hochul alle elezioni per la carica di governatore, ritiene che debbano essere le amministrazioni locali a negoziare direttamente con le aziende tecnologiche.
Hochul, invece, vuole eliminare le agevolazioni fiscali per i data center più grandi e obbligare le società a finanziare infrastrutture, servizi e programmi occupazionali nei territori che li ospiteranno. New York non rinuncia all’intelligenza artificiale, ma prova a stabilire chi dovrà pagare il costo materiale della sua espansione.
