16 luglio 2026 – Restano gravissime le condizioni della bambina rimasta intrappolata sott’acqua nella piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante. I capelli della piccola sono stati aspirati da un bocchettone dell’impianto di ricircolo, impedendole di tornare in superficie. Ora le indagini dovranno chiarire se la tragedia potesse essere evitata e se tutte le misure di sicurezza fossero state rispettate.
Ragazzina rrisucchiata in piscina, il bollettino del Gaslini
Il primo bollettino diffuso dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova non lascia spazio all’ottimismo. Le condizioni della bambina “permangono critiche, con grande instabilità” e la prognosi resta riservata. La piccola è ricoverata nel reparto di rianimazione e viene sottoposta a un monitoraggio costante. L’incidente è avvenuto in una piccola vasca situata davanti alle cabine dello stabilimento Bagni Segesta, sul lungomare Giovanni Descalzo. La bambina sarebbe entrata in acqua per un ultimo bagno mentre la famiglia si preparava a lasciare la struttura. La vasca, secondo le ricostruzioni, sarebbe simile a una piscina idromassaggio e avrebbe una profondità ridotta.
I capelli della bambina sono stati risucchiati dal bocchettone con una forza tale da trattenerla sott’acqua. Soltanto quando le persone presenti hanno capito che non si trattava di un’immersione volontaria è stato lanciato l’allarme.
Il titolare dello stabilimento è riuscito a liberarla tagliandole i capelli con delle forbici. I volontari della Croce Verde e i sanitari del 118 hanno poi avviato le manovre di rianimazione. Secondo quanto ricostruito dal Secolo XIX, il massaggio cardiaco sarebbe proseguito per circa 45 minuti, prima del trasferimento in elicottero al Gaslini.
Le indagini sulla cuffia e sul bocchettone
La piscina è stata posta sotto sequestro e, dalla conclusione dei soccorsi, nulla sarebbe stato spostato o modificato. La Capitaneria di porto è tornata nello stabilimento nella mattinata di giovedì per proseguire gli accertamenti insieme ai carabinieri di Sestri Levante.
Gli investigatori stanno acquisendo la documentazione tecnica della struttura, le immagini eventualmente registrate dalle telecamere e le testimonianze delle persone presenti. I primi atti, insieme ai verbali dei sequestri, vengono trasmessi alla Procura di Genova. Sono già stati ascoltati il titolare e il personale dello stabilimento, oltre ai nonni della bambina.
Tra gli aspetti al vaglio c’è anche l’eventuale obbligatorietà della cuffia all’interno della vasca. La bambina non l’avrebbe indossata, ma gli inquirenti devono ancora stabilire quali regole fossero previste dalla struttura e se fossero state adeguatamente comunicate e fatte rispettare.
Sestri Levante, si indaga sulla presenza del bagnino
Un altro punto riguarda la sorveglianza. Secondo una prima valutazione, le dimensioni ridotte della vasca potrebbero non rendere obbligatoria la presenza di un bagnino dedicato, oltre a quello impegnato sulla spiaggia dello stabilimento. Anche questo elemento dovrà però essere approfondito dagli investigatori e non rappresenta ancora una conclusione definitiva.
La bambina, al momento dell’incidente, sarebbe stata nella piscina insieme ad almeno un altro minore, mentre non ci sarebbero stati adulti direttamente in vasca con lei. Sarà necessario ricostruire quanto tempo sia trascorso prima che le persone presenti si accorgessero che non riusciva più a riemergere.
Sestri Levante, non è un caso isolato
Quello di Sestri Levante è il secondo incidente con una dinamica simile avvenuto in Liguria negli ultimi mesi. A maggio una bambina era stata soccorsa dopo essere rimasta intrappolata in una piscina di Celle Ligure, nella riviera di Ponente.
Le indagini dovranno ora stabilire se nello stabilimento di Sestri Levante siano state rispettate tutte le norme previste e se i dispositivi di sicurezza dell’impianto fossero adeguati. Intanto, al Gaslini, le condizioni della bambina restano estremamente delicate e la prognosi continua a essere riservata.
