Non è la prima volta e, probabilmente, non sarà l’ultima. Paola Ferrari torna a parlare di Diletta Leotta, ribadendo le critiche già espresse in passato sul modello femminile proposto dalla conduttrice. Le dichiarazioni arrivano in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi, nella quale la giornalista Rai affronta il tema dell’immagine delle donne in televisione e del rapporto tra competenza e aspetto fisico.
Le dichiarazioni della giornalista
Ferrari torna a distinguere tra l’apprezzamento personale nei confronti di Leotta e la critica al messaggio che, a suo giudizio, viene trasmesso. “Non possiamo stare zitte di fronte a un esempio femminile che punta sull’attrazione fisica suscitata negli uomini.” La giornalista precisa di non voler mettere in discussione la professionalità della collega, ma di ritenere importante riflettere sull’immagine proposta alle nuove generazioni, sostenendo che il successo femminile non dovrebbe essere associato principalmente all’avvenenza fisica.
Le critiche che si ripetono da anni
Le parole di Paola Ferrari si inseriscono in un dibattito che dura ormai da tempo. Già negli anni scorsi aveva espresso posizioni simili nei confronti di Diletta Leotta, sostenendo che il modello rappresentato dalla conduttrice fosse eccessivamente legato all’estetica.
In una precedente intervista aveva dichiarato: “Per me è importante che le donne facciano tutto per se stesse, non per diventare un oggetto sessuale che piaccia agli uomini”, invitando le ragazze a puntare soprattutto sullo studio e sulla preparazione professionale.
Un confronto che divide il pubblico
Le dichiarazioni di Ferrari hanno riacceso il confronto tra chi condivide la sua riflessione sul ruolo delle donne nei media e chi, invece, difende il percorso professionale di Diletta Leotta, ricordando la sua carriera nel giornalismo sportivo e il successo ottenuto negli ultimi anni.
Il dibattito, che periodicamente torna a occupare le pagine dello spettacolo, continua a dividere l’opinione pubblica tra chi vede nelle parole della giornalista una critica culturale e chi le considera un attacco personale alla collega.
