Il cinema perde uno dei suoi interpreti più eclettici e amati. Si è spento improvvisamente all’età di 78 anni l’attore neozelandese Sam Neill. La notizia, diffusa dalla famiglia, arriva come un fulmine a ciel sereno per i milioni di fan in tutto il mondo, soprattutto perché l’attore aveva recentemente superato una dura battaglia contro un linfoma al terzo stadio.
Nato in Irlanda del Nord nel 1947 ma cresciuto in Nuova Zelanda, Sir Nigel John Dermot Neill, questo il suo vero nome, ha rappresentato per quasi cinquant’anni una colonna portante della cinematografia mondiale. Raramente divo nel senso più hollywoodiano del termine, Neill è stato qualcosa di molto più raro e prezioso. Un interprete totale, capace di navigare con la stessa disinvoltura tra i blockbuster più redditizi della storia e le pellicole d’autore più inquietanti e profonde.
Da “Jurassic Park” al cinema d’autore: una versatilità rara
Per il grande pubblico globale, il suo volto rimarrà per sempre legato a quello del dottor Alan Grant, il paleontologo scettico e coraggioso di Jurassic Park (1993). Sotto la regia di Steven Spielberg, Neill diede vita a un eroe normale, un uomo di scienza guidato dalla razionalità e dal buon senso, un ruolo talmente iconico da essere ripreso a più riprese nel corso della saga fino al recente capitolo Jurassic World Dominion.
Tuttavia, ridurre la carriera di Sam Neill ai soli dinosauri sarebbe un grave errore critico. Prima del trionfo spielberghiano, l’attore aveva già dimostrato una cifra stilistica fuori dal comune. Lo ricordiamo nel claustrofobico thriller Ore 10: calma piatta, nell’inquietante capolavoro horror Possession di Andrzej Żuławski, accanto a Meryl Streep in Un grido nella notte e nel pluripremiato Lezioni di piano di Jane Campion. Ha navigato nei sottomarini di Caccia a Ottobre Rosso e si è perso nei meandri della follia per John Carpenter in Il seme della follia.
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Il successo sul piccolo schermo e l’eredità di un gentiluomo
Negli ultimi decenni, Neill aveva saputo reinventarsi con enorme successo anche sul piccolo schermo. Le nuove generazioni lo hanno amato nei panni del rigido e spietato ispettore Chester Campbell nelle prime stagioni del cult Peaky Blinders, ma la sua presenza ha impreziosito produzioni storiche e popolari come I Tudors e l’indimenticabile miniserie Merlin, dove aveva dato corpo e carisma al mago più famoso della letteratura.
