L’Italia affronta la terza ondata di caldo dell’estate 2026 con punte fino a 43 °C. La risalita dell’anticiclone africano, combinata con l’aumento delle concentrazioni di CO2, ha spinto le temperature su valori eccezionali. L’Organizzazione mondiale della sanità e il programma Copernicus dell’Unione europea segnalano che il continente si sta scaldando più rapidamente della media globale, con eventi caldi più frequenti e intensi.
Gli studi scientifici attribuiscono un ruolo determinante all’aumento della CO2 in atmosfera legato all’uso di carbone, petrolio e gas, che ha accresciuto la probabilità di meteo estremo. In parallelo agiscono due elementi: più episodi di masse d’aria molto calda provenienti dal Nord Africa e una temperatura di fondo superiore di circa 1–2 gradi rispetto al passato. Copernicus e Oms indicano inoltre tre fattori che accentuano il riscaldamento europeo: perdita di copertura nevosa, espansione dell’anticiclone africano e riduzione delle polveri sottili, che rende l’atmosfera più trasparente ai raggi solari.
Alimentazione: cosa mangiare e cosa evitare
Le autorità sanitarie raccomandano di bere regolarmente: l’obiettivo di riferimento è almeno otto bicchieri d’acqua al giorno, con il controllo del colore delle urine come indicatore di idratazione. Sono sconsigliate bevande zuccherate, bibite ghiacciate, alcol e caffeina, considerati poco dissetanti o con effetto diuretico. Sono invece suggeriti pasti ricchi di frutta e verdura ad alto contenuto d’acqua, come anguria, melone, cetrioli, fragole e pomodori.
Le indicazioni richiamano anche l’attenzione sugli sbalzi termici dopo i pasti: passare subito a un’aria condizionata molto fredda o tuffarsi in acqua fredda può provocare malessere, con sintomi come nausea o perdita di coscienza, soprattutto nelle persone fragili.
Farmaci e caldo: quali terapie monitorare
Le alte temperature possono abbassare la pressione e favorire capogiri o svenimenti; per questo il passaggio alla posizione eretta deve essere graduale. Le linee guida elencano farmaci la cui azione può essere alterata dal caldo e dalla disidratazione: diuretici, statine, antidolorifici, antinfiammatori non steroidei, immunosoppressori, antibiotici, antipsicotici, antistaminici e lassativi richiedono attenzione perché l’ipertermia e la perdita di liquidi aumentano il rischio di reazioni avverse.
Le autorità raccomandano di non sospendere mai le terapie in autonomia e di contattare il medico per valutare eventuali aggiustamenti, in particolare rispetto all’esposizione al sole e alle possibili interazioni farmacologiche.
Notti calde: come dormire meglio
Per limitare il disagio notturno è consigliato mantenere finestre e tapparelle chiuse durante il giorno e impostare il condizionatore tra 25 e 27 °C nelle ore notturne; l’uso del deumidificatore va gestito con moderazione. I documenti indicano che il ventilatore è utile fino a circa 32 °C, ma sconsigliano di puntarlo direttamente sul corpo per il rischio di disidratazione. Meglio pigiami e lenzuola in cotone.
È raccomandata la doccia tiepida: le linee guida avvertono che la doccia fredda può causare vasocostrizione e problemi cardiovascolari in soggetti fragili. L’applicazione di acqua fresca su polsi e caviglie è indicata come pratica utile dai servizi di emergenza.
Animali domestici: razze e segnali di rischio
Cani e gatti hanno capacità limitata di dissipare il calore: i segni di sofferenza comprendono ansimare intenso, salivazione aumentata e debolezza. L’Ente nazionale protezione animali consiglia di evitare le uscite nelle ore centrali, lasciare sempre acqua fresca disponibile, non lasciare mai l’animale in auto, usare prodotti solari specifici per animali e prestare particolare attenzione alle razze brachicefale.
È inoltre raccomandata una profilassi antiparassitaria adeguata alla specie. Materiali informativi in più lingue sono indicati per chi lavora nel delivery o in settori a contatto regolare con animali, così da riconoscere tempestivamente i segnali di rischio e intervenire.
Perché le temperature salgono
La combinazione di fattori meteorologici e antropici descritta dagli studi spiega il quadro di questi giorni: un’alta pressione africana più persistente, un livello di CO2 atmosferica elevato e le specificità europee (meno neve, anticiclone più esteso, aria più trasparente per la riduzione delle polveri sottili) contribuiscono all’intensificazione delle ondate di calore. In questo contesto, la settimana con punte fino a 43 °C rientra in una tendenza che Oms e Copernicus definiscono in crescita per frequenza e intensità.
Le raccomandazioni su idratazione, gestione dei farmaci, riposo notturno e cura degli animali restano prioritarie durante la fase calda in corso, con valori massimi attesi nell’arco di alcuni giorni e picchi fino a 43 °C.
