Il governo britannico ha imposto a Londra sanzioni a sette funzionari e a due istituti di ricerca russi, annunciate oggi dal ministero degli Esteri. Le misure colpiscono persone coinvolte nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione degli agenti nervini Novichok e della tossina epibatidina. Il pacchetto ha seguito la decisione del Consiglio dell’Unione europea del 3 luglio contro sei cittadini russi, e Londra ha ampliato l’elenco includendo due enti e sette funzionari specifici.
Il ministero degli Esteri britannico ha indicato come obiettivi l’istituto di ricerca SC Signal e l’istituto di ricerca medico‑militare GNIII VM, precisando in una nota ufficiale che i sette soggetti sanzionati sono funzionari collegati a quegli enti. L’azione è stata inquadrata nella risposta all’uso e alla proliferazione di sostanze chimiche vietate.
Gli obiettivi individuati da Londra
Le sanzioni prevedono divieti finanziari e restrizioni ai rapporti con il Regno Unito. Il ministero non è entrato nel dettaglio misura per misura, ma ha spiegato che gli interventi mirano a interrompere i canali di sviluppo, produzione e trasferimento di agenti chimici riconducibili agli enti e ai funzionari designati. L’obiettivo pratico indicato dal governo è ridurre la capacità dei responsabili di ripetere attacchi e inviare un messaggio di non tolleranza verso l’uso di armi chimiche.
«L’uso ripetuto di armi chimiche da parte della Russia costituisce una violazione oltraggiosa del diritto internazionale e una minaccia diretta alla sicurezza globale», ha dichiarato il ministro degli Esteri Yvette Cooper, citata nella comunicazione ufficiale del governo britannico. Nel testo, l’esecutivo evidenzia un legame diretto tra le attività scientifiche di SC Signal e GNIII VM e l’impiego di agenti tossici negli attacchi oggetto di indagine.
I precedenti e il nesso indicato
I richiami del governo rimandano a episodi già ricostruiti pubblicamente. Tra i casi citati figura il luglio 2018, quando Dawn Sturgess, 44 anni, è morta dopo essere stata contaminata con Novichok: secondo inchieste britanniche e ricostruzioni della BBC, aveva spruzzato su di sé il contenuto di una bottiglia che credeva fosse profumo, trovata dal compagno in un bidone. Nello stesso contesto di contaminazione con Novichok a Salisbury, gli Skripal sono sopravvissuti.
Per Alexei Navalny il quadro è distinto ma collegato: il leader dell’opposizione russa era stato più volte oggetto di sospetti di avvelenamento negli ultimi anni e, secondo la ricostruzione pubblica, è morto in carcere nel febbraio 2024 in circostanze che hanno suscitato contestazioni a livello internazionale. La nota del ministero mette in relazione la ricerca e la produzione di Novichok ed epibatidina con questi episodi e utilizza tale collegamento come base giuridica delle nuove misure sanzionatorie.
Rispetto all’Unione europea, il Regno Unito ha mantenuto lo stesso impianto di responsabilità ma ha esteso l’azione: Bruxelles ha sanzionato sei persone il 3 luglio, mentre Londra ha incluso anche due enti di ricerca oltre a sette funzionari. La sequenza temporale e l’ampiezza del perimetro sono sottolineate nei documenti ufficiali.
Sul piano operativo, il governo ha indicato che l’efficacia delle sanzioni dipenderà anche dalla cooperazione delle banche e delle istituzioni internazionali, oltre che dalla capacità di monitorare reti complesse di ricerca militare e civile. Il ministero ha aggiunto che le restrizioni riguardano in particolare conti, movimentazioni e collaborazioni scientifiche riconducibili agli enti designati.
Dopo l’annuncio britannico e il pacchetto comunitario del 3 luglio, i prossimi passaggi riguardano l’implementazione delle misure e l’eventuale aggiornamento delle liste qualora emergano nuovi elementi probatori; lo hanno reso noto il ministero degli Esteri del Regno Unito e il Consiglio dell’Unione europea.
