Il Brasile è stato eliminato agli ottavi del Mondiale negli Stati Uniti, e la rete ha riacceso il dibattito sulla cosiddetta “maledizione del gatto Hexa” a 1.274 giorni dall’episodio avvenuto in Qatar. In molti post l’uscita è stata collegata a quel fatto di cronaca dalla conferenza stampa di allora. «Da quando abbiamo maltrattato quel gatto, le cose sono precipitate», ha scritto Helena in un commento divenuto virale.
Nel Qatar 2022, durante la conferenza di Vinicius Jr, l’addetto stampa della nazionale Robert Vinícius Rodrigues Silva aveva afferrato un gatto salito sul tavolo e lo aveva lasciato cadere a terra; subito dopo aveva pronunciato: «Con i gatti si fa così, no?». Quattro giorni più tardi il Brasile era stato eliminato ai rigori dalla Croazia, con l’immagine di Neymar in lacrime a segnare l’uscita.
¿Sigue vigente la “maldición del gato” de Brasil? 😺
Noruega 2 – Brasil 0 (eliminado)Aquí la historia:
El 7 de diciembre de 2022, el jefe de prensa de la delegación brasileña, Vinicius Rodrigues, lanzó bruscamente a un gatico de nombre Hexa, desde la mesa de conferencias… pic.twitter.com/e1n1U0G4va
— Plataforma ALTO (@PlataformaALTO) July 5, 2026
Il precedente del Qatar e la frase rilanciata online
Foto e video di dicembre 2022 sono stati ripubblicati da utenti brasiliani e stranieri per collegare l’episodio alla sconfitta negli Stati Uniti. La frase “Con i gatti si fa così, no?” è tornata a circolare su account e pagine sportive, spesso accostata alla sequenza eliminazione-post virali. La federazione brasiliana aveva provato a ridimensionare la vicenda all’epoca, mentre il Consiglio Regionale di Medicina Veterinaria dello Stato di San Paolo era intervenuto con una nota spiegando che quel gesto non poteva essere considerato un caso di maltrattamento.
La connessione tra i due tornei è stata scandita in rete: prima l’episodio del gatto alla conferenza di Vinicius Jr, poi l’eliminazione ai rigori con la Croazia; adesso, con l’uscita agli ottavi negli Stati Uniti, il richiamo a quel precedente è riemerso in modo massiccio. I contenuti hanno trovato spazio soprattutto sotto i post dei quotidiani sportivi online e dei profili calcistici più seguiti.
Adozione di “Hexa” e reazioni ufficiali
Per chiudere la polemica nel 2022, lo staff della Seleção aveva annunciato l’adozione del felino, dandogli il nome «Hexa» in riferimento all’obiettivo della sesta Coppa del Mondo. La scelta era stata comunicata dal team che gestisce la squadra e rilanciata sui canali ufficiali della federazione. Nelle note successive non erano state riportate misure disciplinari aggiuntive nei confronti dell’addetto stampa coinvolto.
La denominazione «Hexa» ha finito per diventare, due tornei dopo, il perno di un racconto social che lega l’adozione alla nuova uscita prematura. Nelle ore successive alla partita, feed e thread hanno rialimentato la narrazione della “maledizione”, trasformando un fatto di contorno della conferenza in un riferimento ricorrente.
Social, superstizione e confronto tra le due eliminazioni
Sulle piattaforme sono intervenuti anche tifosi argentini, che hanno riproposto la storia per commentare l’eliminazione del rivale storico. Accanto ai rimandi ironici, è riapparsa la critica al gesto originario: «I gatti si trattano bene e basta», si legge in un commento ripetuto sotto diversi post pubblicati dopo la partita.
Il confronto con il 2022 è entrato anche nei commenti tecnici: a Qatar 2022 la panchina era guidata da Tite; negli Stati Uniti la nazionale è stata invece diretta da Carlo Ancelotti, primo allenatore straniero alla guida del Brasile, arrivato a Granja Comary dopo una carriera in cui, nei profili sportivi, figurano sette Champions League. Il cambio in panchina non ha però fermato il riaffiorare del tema del gatto nelle discussioni post-gara.
Tra le repliche circolanti, alcuni utenti hanno citato riferimenti culturali e religiosi: in più thread è stata menzionata la figura della gatta Muezza legata alla tradizione islamica, collegando la vicenda alla scelta del Qatar come sede del precedente Mondiale. Si tratta di correlazioni comparse nei commenti degli utenti che le hanno pubblicate.
