La Casa Bianca ha confermato mercoledì che gli Stati Uniti non rinnoveranno il trattato commerciale trilaterale USMCA con Messico e Canada. La decisione è arrivata al termine della revisione annuale prevista dalla legge e lascia l’accordo in vigore mentre Washington cercherà «nuove intese» con i partner nordamericani. Un alto funzionario dell’amministrazione ha aggiunto che la Casa Bianca si è riservata la facoltà di uscire dall’intesa prima della scadenza fissata nel 2036.
Il patto, che ha sostituito il Nafta e che l’allora presidente Donald Trump aveva negoziato nel suo primo mandato, resta formalmente valido. La scelta di non ratificarne ora il rinnovo apre però una fase diversa: secondo un «senior administration official» la revisione ha portato a non confermare l’attuale assetto, con la possibilità di avviare trattative vincolanti e, se necessario, di interrompere l’USMCA prima della scadenza.
Motivi ufficiali e questioni tecniche al centro del dossier
L’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) ha indicato in una nota che la decisione è motivata da «carenze e i nostri deficit commerciali con questi Paesi». Jamieson Greer, intervenendo per l’USTR, ha richiamato punti concreti: saldo degli scambi, applicazione delle regole di origine e altri profili tecnici che, a giudizio dell’amministrazione, non hanno ancora prodotto benefici sufficienti per gli interessi economici statunitensi.
Il funzionario senior ha precisato che con il Messico Washington ha discusso in particolare del deficit commerciale e delle regole sull’origine delle merci. Ha inoltre ricordato che il Canada ha reagito con misure di ritorsione alle tariffe introdotte dall’amministrazione. Lo stesso funzionario ha sottolineato che il trattato avrebbe durata fino al 2036 ma che «non è necessario aspettare quei dieci anni per concludere un nuovo accordo», chiarendo così l’impostazione negoziale che l’esecutivo intende adottare.
Dall’elogio del 2020 alle critiche recenti
La svolta arriva dopo mesi di segnali dissonanti rispetto alla stagione della firma. Nel gennaio 2020, alla cerimonia conclusiva, Trump aveva definito l’USMCA «l’accordo commerciale più equo, equilibrato e vantaggioso che abbiamo mai trasformato in legge», formula rilanciata allora dalle note della Casa Bianca. Nelle settimane più recenti il presidente ha però criticato il trattato e i partner, sostenendo che Messico e Canada «stanno sfruttando» gli Stati Uniti, e lasciando intendere che il rinnovo non fosse scontato.
Funzionari dell’amministrazione hanno messo in fila la sequenza — elogio pubblico nel 2020, critiche successive e ora la scelta di non rinnovare — come ragione operativa per richiedere «più lavoro» sui capitoli controversi. L’impostazione, spiegano, è volta a ottenere correzioni dove gli impegni esistenti non hanno centrato gli obiettivi dichiarati.
Filiere industriali e automotive chiedono certezze
Le prime reazioni sono arrivate dall’industria. Matt Blunt, presidente dell’American Automotive Policy Council (AAPC), ha affermato che «l’integrazione economica nordamericana produce enormi vantaggi competitivi» e ha sollecitato una «rapida e duratura risoluzione» del negoziato. Il comparto automobilistico dipende dai flussi transfrontalieri regolati dall’USMCA e, ha avvertito Blunt, un negoziato prolungato potrebbe aprire problemi interpretativi su regole di origine e tariffe.
Per i produttori, la prevedibilità delle norme è parte integrante della competitività: in assenza di un quadro stabile, anche la pianificazione degli investimenti e la gestione delle forniture rischiano di risentirne. Da qui l’appello a un perimetro chiaro in tempi brevi.
Calendario, incontri e prossimi passi
Nella giornata della decisione, l’USTR ha ospitato un incontro virtuale con Messico e Canada per la revisione prevista dalla legge. Secondo il funzionario americano, i tre Paesi hanno esaminato «l’operatività dell’accordo, l’estensione dei termini e i possibili passi successivi». Washington ha annunciato l’intenzione di impegnarsi in negoziati bilaterali o trilaterali per risolvere i punti critici, ribadendo al tempo stesso la disponibilità del presidente a un’uscita anticipata qualora gli obiettivi non fossero raggiunti.
L’USMCA resta in vigore fino a quando non sarà sostituito formalmente o fino a un’eventuale uscita anticipata degli Stati Uniti. Le revisioni annuali proseguiranno fino alla scadenza del 2036, mentre i tavoli negoziali si concentreranno sui capitoli indicati come prioritari dall’amministrazione.
