Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha destinato 21 milioni di euro al retrofit a gas nel Dpcm che programma il Fondo Automotive 2026-2030. Le risorse sono state ripartite tra progetti di innovazione, contratti di sviluppo e misure per la domanda, con l’esclusione di incentivi diretti all’acquisto di vetture nuove. Il ministero ha illustrato l’impianto generale del decreto senza indicare ancora un calendario operativo e il comparto della filiera ha chiesto tempi rapidi di attuazione.
La scelta di concentrare risorse su aggiornamento del parco circolante e filiera produttiva orienta gli interventi verso conversioni e servizi, più che sulle immatricolazioni.
Dotazione e ripartizione del fondo
Il Dpcm del Mimit stanzia complessivamente circa 1,6 miliardi di euro fino al 2030 per il Fondo Automotive. La ripartizione prevede circa 750 milioni per gli Accordi per l’innovazione, 450 milioni per i Contratti di sviluppo e circa 400 milioni per misure rivolte alla domanda. Dentro quest’ultima voce il decreto quantifica in 21 milioni di euro la dotazione specifica per il retrofit a gas nel periodo 2026-2030. Il provvedimento esclude la riapertura di un Ecobonus generalizzato per l’acquisto di autovetture private e privilegia interventi mirati: sostegno alla filiera, conversioni e servizi collegati. Resta quindi centrale la logica di aggiornare e rendere più efficienti i veicoli esistenti, affiancandola a strumenti per categorie specifiche e usi professionali.
Come funziona il bonus retrofit e chi può ottenerlo
L’agevolazione per il retrofit è strutturata come sconto in fattura riconosciuto al cliente dall’installatore e rimborsato al fornitore tramite meccanismi fiscali. Il contributo previsto è di 400 euro per gli impianti a Gpl e di 800 euro per gli impianti a metano, con riferimento alla conversione di autovetture categoria M1. Possono accedere alle misure i veicoli intestati a persone fisiche o giuridiche, con classificazione ambientale compresa tra Euro 3 ed Euro 6. Installazione, collaudo e aggiornamento della carta di circolazione devono avvenire dopo l’entrata in vigore del Dpcm. L’installatore è tenuto a riportare in fattura lo sconto praticato e i dati dell’intestatario e deve completare la prenotazione sulla piattaforma prevista entro 120 giorni dall’installazione. Il collaudo è obbligatorio per procedere all’aggiornamento della carta di circolazione.
Costi di conversione e spese periodiche
Il contributo statale copre solo una parte della spesa. I costi medi indicati per l’installazione di un impianto a Gpl vanno da circa 1.000 a 2.000 euro; per il metano la fascia è compresa tra 1.500 e 2.000 euro. Per i veicoli diesel la conversione a gas risulta in genere più onerosa, con stime tra 2.500 e 3.000 euro a seconda della soluzione tecnica. Sono previsti oneri periodici per gli organi in pressione: per il Gpl la sostituzione obbligatoria delle bombole ogni dieci anni comporta spese tra 300 e 900 euro; per il metano la revisione quinquennale ha costi indicativi tra 190 e 440 euro. Accanto al retrofit, il testo presentato dal ministero menziona anche misure per colonnine domestiche, noleggio sociale, incentivi per mezzi commerciali e per le categorie L; per i veicoli commerciali sono previste dotazioni dedicate con importi che arrivano fino a 20.000 euro in alcune classi di peso.
Tempi, richieste dell’industria e prossimi passi
Assogasliquidi-Federchimica ha valutato positivamente lo stanziamento e ha affermato che «Gpl e metano costituiscono soluzioni tecnologicamente affidabili, già disponibili su larga scala». Il comparto ha chiesto al governo di rendere operativi gli incentivi in tempi rapidi, auspicando l’avvio delle misure già nei primi mesi del 2026 e una platea potenziale più ampia, estendendo eventuali benefit ai veicoli più datati e alle persone giuridiche. Il ministero ha illustrato l’impianto generale del Dpcm senza fornire un calendario dettagliato per l’apertura delle procedure di prenotazione e per la piena operatività delle singole misure.
Sul piano operativo sono attesi atti attuativi che definiranno criteri, piattaforme di prenotazione e iter di rimborso agli installatori. La pubblicazione dei decreti attuativi o delle circolari tecniche fisserà le date di partenza delle prenotazioni e le procedure per l’erogazione degli sconti in fattura, passo necessario perché cittadini e imprese possano accedere ai contributi per la conversione a gas.
