1 luglio 2026 – Le attività del presidente americano Donald Trump nel settore delle criptovalute gli hanno portato in cassa oltre un miliardo di dollari nell’ultimo anno, secondo quanto emerge dalla sua più recente dichiarazione patrimoniale. Un balzo di reddito che il Wall Street Journal definisce senza precedenti, alimentato non solo da guadagni “sulla carta” ma da profitti reali, incassati concretamente dalla famiglia Trump.
“Io non parlo con chi gestisce i miei soldi”
“Nessun conflitto di interesse, non parlo con le persone che gestiscono gli investimenti”, ha detto Il tycoon di fronte alle accuse di conflitto di interesse. Come riportato su Repubblica, Trump avrebbe replicato che: “In tanti stanno facendo profitto grazie ai risultati della Borsa”.
Il documento depositato presso l‘Office of Government Ethics mostra però come una fetta consistente degli introiti, oltre 600 milioni di dollari, provenga dalle royalty legate alla memecoin lanciata a ridosso dell’insediamento presidenziale, mentre più di 500 milioni arrivano dalla vendita di token di World Liberty Financial, il progetto crypto della famiglia. Il dato più sorprendente riguarda però la sorte del memecoin stesso: dopo aver toccato quasi 15 miliardi di dollari di capitalizzazione, il suo valore è crollato fino a scendere sotto i 400 milioni, lasciando i guadagni concentrati quasi esclusivamente nelle mani di chi lo ha emesso.
Le cause legali con i colossi tech
Un’altra voce importante arriva dalla chiusura di controversie legali con le grandi piattaforme digitali: accordi milionari con Meta, Paramount e Disney si sono aggiunti al bilancio, insieme all’acquisto di quote in società come Amazon, Nvidia e Tesla. Il Wall Street Journal segnala inoltre un’intensificazione dell’attività di trading delle società della famiglia Trump nei primi mesi del 2026, mentre la dichiarazione non tiene conto degli investimenti separati dei figli maggiori del presidente, oggi alla guida della Trump Organization, attivi tra droni e mining di bitcoin.
La linea della Casa Bianca su Trump
La portavoce Anna Kelly ha difeso l’operato dell’amministrazione, rivendicando il ruolo di Trump nel rendere gli Stati Uniti la “capitale mondiale delle criptovalute” e negando qualsiasi situazione di conflitto di interesse, presente o futura, per il presidente e la sua famiglia.
Meno brillanti i risultati sui fronti più tradizionali: gli orologi a marchio Trump hanno reso 4,7 milioni di dollari, mentre i diritti d’autore del libro Save America si fermano a 1,9 milioni. A tenere il passo sono invece i circoli da golf, dove l’aumento delle tariffe ha fatto lievitare gli incassi – solo Mar-a-Lago è passato da 50 a 77 milioni di euro in un anno – a conferma di come, tra criptovalute, contenziosi legali e proprietà immobiliari, il patrimonio della famiglia presidenziale continui a crescere a ritmi record.
