30 giungo 2026 – La Regione Campania compie un passo che potrebbe segnare una svolta sul fronte dei diritti e dell’inclusione scolastica. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Davide D’Errico per avviare un progetto pilota di distribuzione gratuita di prodotti igienici femminili nelle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio campano.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare la cosiddetta povertà mestruale, un fenomeno che riguarda milioni di persone nel mondo e che, secondo un rapporto realizzato da WeWorld e Ipsos in collaborazione con Equonomics e la School of Gender Economics di Unitelma Sapienza, interessa anche l’Italia: quasi una persona su sei dichiara infatti di avere difficoltà ad acquistare prodotti mestruali.
Distributori gratuiti e campagne di sensibilizzazione
La mozione prevede l’installazione di distributori automatici di assorbenti negli istituti scolastici e un sistema di monitoraggio per valutare l’efficacia, la sostenibilità economica e l’impatto sociale dell’iniziativa. Se i risultati saranno positivi, il progetto potrebbe essere esteso progressivamente a tutte le scuole campane e ad altre strutture pubbliche.
Accanto alla distribuzione dei prodotti, il testo punta anche sulla sensibilizzazione e sull’educazione mestruale, con campagne dedicate alla salute riproduttiva e al superamento dei tabù che ancora circondano il tema delle mestruazioni. Le scuole vengono individuate come luoghi chiave per promuovere inclusione, uguaglianza e consapevolezza.
La mozione chiede inoltre alla Regione di farsi promotrice presso il Governo della riduzione dell’IVA sui prodotti igienici femminili dal 10% al 4%, riconoscendoli come beni essenziali.
Cosa succede nelle altre regioni italiane
La Campania non è il primo territorio italiano a intervenire sul tema. Negli ultimi anni diverse amministrazioni locali e regionali hanno avviato sperimentazioni simili.
In Valle d’Aosta sono stati introdotti progetti di distribuzione gratuita di assorbenti nelle scuole, mentre anche in Umbria sono state avviate iniziative pilota rivolte alle studentesse. Esperienze che vengono spesso citate come modelli da replicare a livello nazionale.
A livello comunale, uno dei casi più noti è quello di Bacoli, in provincia di Napoli, che è stato tra i primi comuni campani a installare distributori gratuiti sia nelle scuole sia negli uffici pubblici. Anche altri territori hanno promosso interventi analoghi grazie alla collaborazione tra amministrazioni, associazioni e realtà del terzo settore.
Il tema è ormai al centro del dibattito pubblico in molte regioni italiane, anche se le misure adottate restano spesso frammentate e affidate alle singole amministrazioni locali.
Con il voto unanime del Consiglio regionale, la Campania prova ora a trasformare queste esperienze in una politica strutturata. L’obiettivo dichiarato è semplice: fare in modo che l’accesso a un prodotto essenziale non dipenda dalle condizioni economiche di una famiglia o dal comune in cui si vive, ma sia garantito come parte integrante del diritto allo studio e della tutela della salute.
La situazione in Europa e nel mondo
La Campania si inserisce in una tendenza già consolidata in diversi Paesi europei. La Scozia è stata la prima nazione al mondo a garantire per legge l’accesso gratuito ai prodotti mestruali, rendendoli disponibili dal 2022 in scuole, università, biblioteche e altri spazi pubblici. Anche la Francia ha avviato programmi di distribuzione gratuita nei campus universitari e nelle residenze studentesche, mentre la Spagna ha approvato nel 2023 una riforma che prevede l’accesso gratuito ad assorbenti e tamponi in scuole, centri sanitari e strutture pubbliche. Madrid è stata inoltre il primo Paese europeo a introdurre il congedo mestruale retribuito per chi soffre di dolori particolarmente invalidanti. Misure analoghe sono state adottate anche in alcune città e regioni di Paesi come Germania, Nuova Zelanda e Australia, dove la lotta alla povertà mestruale è sempre più considerata una questione di salute pubblica, istruzione e uguaglianza sociale.
Secondo le stime delle Nazioni Unite e di diverse organizzazioni internazionali, circa 500 milioni di persone nel mondo non hanno un accesso adeguato ai prodotti per l’igiene mestruale, un fenomeno che può incidere sulla frequenza scolastica, sulla partecipazione alla vita sociale e persino sulle opportunità lavorative. In questo contesto, iniziative come quella approvata dalla Campania vengono sempre più lette come interventi di welfare e inclusione, oltre che come strumenti per contrastare le disuguaglianze di genere.
