Dopo un processo durato quattro anni, è stata finalmente fissata la data del verdetto di primo grado per il crollo del ponte Morandi di Genova, il disastro avvenuto il 14 agosto 2018 che costò la vita a 43 persone. La sentenza sarà pronunciata il prossimo 16 luglio, segnando una tappa decisiva in uno dei procedimenti giudiziari più complessi e rilevanti degli ultimi anni.
Crollo del ponte Morandi, Il 16 luglio il giorno del verdetto
L’ufficialità è arrivata nella mattinata di oggi. Al termine delle repliche dell’ultimo difensore, il collegio giudicante si ritirerà in camera di consiglio per deliberare e successivamente leggere il dispositivo della sentenza.
L’attesa riguarda il processo di primo grado, che arriva a distanza di quattro anni dall’avvio del dibattimento e a quasi otto anni dal crollo del viadotto sul Polcevera, una delle più gravi tragedie infrastrutturali della storia italiana.
Crollo del ponte Morandi, cinquantasette imputati davanti ai giudici
Sul banco degli imputati siedono complessivamente 57 persone. Tra loro figurano ex vertici, manager e tecnici di Autostrade per l’Italia, dirigenti e dipendenti di Spea – la società incaricata per conto di Aspi del monitoraggio delle infrastrutture – oltre a funzionari e consulenti del ministero dei Trasporti.
Il procedimento ha cercato di ricostruire responsabilità e presunte omissioni nella gestione, nei controlli e nella manutenzione del ponte Morandi che collassò nell’estate del 2018.
Le richieste della Procura
Nel corso della requisitoria, la Procura di Genova ha chiesto condanne per 56 dei 57 imputati, per un totale di quasi 400 anni di reclusione.
La pena più severa è stata richiesta per l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, per il quale i pubblici ministeri hanno domandato una condanna a 18 anni e sei mesi di carcere.
Il caso Castellucci
Giovanni Castellucci si trova già detenuto da oltre un anno. L’ex manager sta infatti scontando una condanna definitiva a sei anni di reclusione per la tragedia del viadotto Acqualonga, avvenuta nel 2013 in provincia di Avellino, quando un pullman precipitò dal cavalcavia provocando la morte di 40 persone.
Il 16 luglio sarà quindi una data cruciale anche per la posizione dell’ex amministratore delegato di Aspi e degli altri imputati coinvolti nel processo sul crollo del ponte Morandi, una vicenda che continua a rappresentare una delle pagine più dolorose della cronaca italiana recente.
