Intorno a mezzogiorno di ieri, domenica 28 giugno 22026, nel Lago di Garda il corpo senza vita di una ragazza di 30 anni è stato trovato morto nelle acque antistanti Punta San Vigilio, nel territorio comunale di Garda (Verona). La vittima, una trentenne di origini moldave, risiedeva nella Bassa Veronese insieme alla madre. Le forze dell’ordine e i sanitari, giunti immediatamente sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso per annegamento.
Il ritrovamento del corpo senza vita nel Lago di Garda
A far scattare l’allarme sono stati alcuni bagnanti e turisti che affollavano la spiaggia di Punta San Vigilio. Notando il corpo galleggiare a poca distanza dalla riva, i presenti hanno subito allertato il 112.
Sul posto sono intervenuti d’urgenza: i Vigili del Fuoco per il recupero del cadavere, i Carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda e della stazione di Bardolino e la Polizia Locale di Garda per mettere in sicurezza l’area.
Giallo sulle ultime ore: il retroscena della telefonata
La ricostruzione dei militari si sta concentrando sulle ultime ore di vita della trentenne. Secondo quanto emerso, la ragazza aveva detto alla madre che avrebbe trascorso il fine settimana sul Lago di Garda in compagnia di un’amica.
Domenica mattina, preoccupata dalle mancate risposte al cellulare, la madre ha contattato l’amica della figlia, scoprendo però che le due non si erano mai incontrate. La giovane si era diretta a Garda da sola.
Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sul ritrovamento del corpo senza vita della donna
I primi esami esterni effettuati sul corpo della vittima non hanno evidenziato segni di violenza o colluttazione, escludendo quasi del tutto l’ipotesi di un’aggressione o del coinvolgimento di terze persone. La trentenne, secondo quanto si apprende, stava attraversando un periodo complesso dal punto di vista della salute.
La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Borgo Roma (Verona), a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al momento le piste più accreditate restano quelle di un malore improvviso durante un bagno o di una caduta accidentale in acqua che ha poi portato all’annegamento. Spetterà all’autopsia fare definitiva luce sulle cause del decesso.
