Le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi riaccendono l’attenzione sugli equilibri nel Golfo Persico. Durante una visita ufficiale a Baghdad, il capo della diplomazia di Teheran ha annunciato che l’Iran manterrà il controllo esclusivo dello Stretto di Hormuz per un periodo di 30 giorni, sottolineando che l’area resterà sotto supervisione iraniana fino al ripristino della piena operatività della rotta marittima strategica. Ogni intervento esterno, ha avvertito, rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione e rallentare la riapertura della via navigabile.
Araghchi: “Manterremo il controllo su Hormuz”
Araghchi ha ribadito che la gestione dello Stretto rientra esclusivamente nelle responsabilità della Repubblica islamica, precisando che il quadro previsto dal memorandum d’intesa con gli Stati Uniti prevede il ritorno alla situazione precedente alle tensioni recenti. Secondo il ministro, nessun altro Paese avrebbe competenze dirette sulla gestione dell’area, e qualsiasi deviazione dagli accordi potrebbe compromettere l’intero processo di stabilizzazione.
L’appello di Araghchi agli Stati Uniti
Nel corso della stessa missione diplomatica, il ministro iraniano ha anche rivolto un appello diretto a Washington, chiedendo di esercitare pressione su Israele affinché interrompa gli attacchi contro il Libano e si ritiri dalle zone occupate. Araghchi ha insistito sul fatto che tutte le clausole dell’intesa tra Iran e Stati Uniti devono essere rispettate, inclusi gli impegni relativi alla situazione libanese, e ha invitato gli Stati Uniti ad assumersi le proprie responsabilità in merito.
Nel suo intervento, il ministro ha sostenuto che la mancata applicazione degli impegni contenuti nel memorandum avrebbe conseguenze dirette sull’instabilità regionale. Secondo la sua ricostruzione, Washington dovrebbe intervenire per fermare le operazioni militari israeliane, ricordando che il ritiro dal Libano rappresentava uno dei punti centrali dell’intesa siglata tra le parti.
Araghchi parla del nuovo assetto di sicurezza
Parlando in conferenza stampa a Baghdad insieme al ministro iracheno Fuad Hussein, Araghchi ha inoltre delineato la visione iraniana per il futuro equilibrio della regione. L’obiettivo, ha spiegato, sarebbe quello di costruire un sistema di sicurezza in cui gli attori esterni non abbiano più un ruolo diretto, lasciando spazio a una gestione interna delle dinamiche regionali.
Hormuz e rischio escalation: gli avvertimenti di Teheran
Il ministro ha infine ribadito che qualsiasi interferenza nel processo di definizione del nuovo assetto nello Stretto di Hormuz potrebbe avere effetti destabilizzanti. Un intervento esterno, ha spiegato, non solo aumenterebbe la tensione ma potrebbe anche ritardare la riapertura della rotta marittima, già al centro di delicati equilibri geopolitici.
