28 giugno 2026 – Donald Trump torna ad alzare i toni nei confronti dell’Iran e lancia una nuova pesante minaccia nei confronti della Repubblica Islamica. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che l’Iran potrebbe “cessare di esistere” se Washington dovesse decidere di intensificare ulteriormente l’azione militare avviata nelle ultime settimane.
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il Medio Oriente, mentre il fragile cessate il fuoco raggiunto tra le parti appare sempre più a rischio dopo una nuova serie di attacchi e controattacchi che coinvolgono anche l’area strategica dello Stretto di Hormuz.
Washington accusa Teheran di aver violato il cessate il fuoco
Nel suo messaggio, Trump ha confermato che gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid contro obiettivi militari iraniani.
Secondo il presidente americano e il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), gli attacchi hanno colpito depositi di missili e droni, sistemi radar costieri e altre infrastrutture militari. Washington sostiene che l’operazione sia stata una risposta a presunte violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Teheran e a nuovi episodi che avrebbero minacciato la sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Trump ha scritto che gli Stati Uniti sono intervenuti dopo quella che considera l’ennesima violazione degli accordi raggiunti e ha accusato l’Iran di non aver imparato “la lezione”.
La minaccia di Trump: “L’Iran potrebbe non esistere più”
La parte più dura del messaggio riguarda le possibili conseguenze di un ulteriore deterioramento della situazione.
Trump ha affermato che potrebbe arrivare il momento in cui gli Stati Uniti non saranno più in grado di perseguire una soluzione diplomatica e saranno costretti a “completare militarmente” l’operazione avviata contro l’Iran.
Da qui l’avvertimento più forte: se ciò dovesse accadere, ha scritto il presidente americano, “la Repubblica Islamica dell’Iran non esisterà più”.
La replica iraniana e il rischio di una nuova escalation
Teheran, tuttavia, respinge la ricostruzione americana. Secondo fonti iraniane, sarebbero invece i raid statunitensi a rappresentare una violazione dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi.
Le autorità iraniane hanno inoltre minacciato nuove ritorsioni contro gli interessi americani nella regione, mentre le Guardie Rivoluzionarie hanno ribadito la volontà di rispondere a eventuali ulteriori attacchi.
Nelle ultime 48 ore entrambe le parti si sono accusate reciprocamente di aver compromesso il processo di de-escalation, alimentando i timori di un possibile ritorno a uno scontro diretto su larga scala.
La vicenda conferma quanto il cessate il fuoco raggiunto nelle scorse settimane resti estremamente fragile. Mentre Washington accusa Teheran di aver violato gli accordi, l’Iran sostiene di essere stato colpito per primo. Sullo sfondo resta il timore della comunità internazionale che il confronto tra i due Paesi possa trasformarsi in una nuova fase di conflitto aperto in una delle aree più strategiche e instabili del mondo.
