L’ondata di caldo eccezionale che sta colpendo la Francia non sta provocando soltanto temperature record e un forte stress per il sistema sanitario, ma anche un preoccupante aumento degli annegamenti. Dall’inizio dell’emergenza climatica, più di 50 persone hanno perso la vita mentre cercavano di rinfrescarsi in fiumi, laghi e altri corsi d’acqua, spesso in zone dove la balneazione era vietata o prive di sorveglianza.
Secondo il primo ministro Sébastien Lecornu, il bilancio iniziale era di oltre 40 vittime. Successivamente, diversi media francesi, tra cui France Info, hanno riferito che i morti sarebbero saliti ad almeno 55, confermando come il fenomeno sia diventato una delle conseguenze più drammatiche dell’ondata di calore. (Reuters)
Il caldo record spinge sempre più persone verso fiumi e laghi
Negli ultimi giorni la Francia ha registrato alcune delle temperature più elevate mai osservate nel mese di giugno. In numerose città il termometro ha superato i 40 °C, mentre alcune località dell’ovest del Paese hanno sfiorato i 44 °C. Anche le notti sono risultate eccezionalmente calde, con temperature medie mai registrate prima, rendendo difficile il raffreddamento degli edifici e aumentando il rischio per la salute.
In questo contesto migliaia di persone hanno cercato sollievo nelle acque interne, scegliendo spesso fiumi e laghi facilmente accessibili ma non attrezzati per la balneazione. Secondo la ministra francese dello Sport, Marina Ferrari, molti degli incidenti sono avvenuti proprio in aree dove fare il bagno era vietato oppure prive di qualsiasi forma di sorveglianza.
Perché i fiumi possono essere molto più pericolosi del mare
Gli esperti ricordano che i fiumi rappresentano uno degli ambienti più insidiosi per chi non li conosce. Anche quando l’acqua appare calma, possono essere presenti correnti molto forti, improvvisi cambi di profondità, ostacoli sommersi e fondali irregolari, capaci di mettere in difficoltà anche nuotatori esperti.
A questo si aggiunge il cosiddetto shock termico: entrare rapidamente in acqua fredda dopo essere rimasti a lungo sotto il sole può provocare crampi, perdita di lucidità, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, un malore improvviso.
Tra le vittime figurano anche adolescenti e bambini che non sapevano nuotare o avevano sopravvalutato le proprie capacità. Le autorità sottolineano inoltre che diversi soccorritori improvvisati sono morti nel tentativo di aiutare persone in difficoltà. Per questo i servizi di emergenza raccomandano di chiamare immediatamente i soccorsi, evitando di tuffarsi se non si possiedono competenze specifiche di salvataggio.
Gli annegamenti aumentano durante le ondate di calore
L’aumento degli annegamenti non rappresenta un episodio isolato. I dati di Santé publique France mostrano che tra giugno e settembre 2025 sono stati registrati 1.418 episodi di annegamento, di cui 409 mortali, con un incremento del 16% delle vittime rispetto all’anno precedente.
Circa la metà dei decessi è avvenuta proprio in fiumi e specchi d’acqua interni. Durante le precedenti ondate di caldo il numero degli incidenti è aumentato sensibilmente, confermando il legame tra temperature estreme e maggiore esposizione al rischio.
Secondo gli esperti, oltre al cambiamento climatico, che rende sempre più frequenti e intense le ondate di calore, incidono anche la ridotta disponibilità di piscine in alcune aree rurali, la carenza di bagnini e una preparazione insufficiente al nuoto in acque naturali.
Per questo le autorità francesi invitano la popolazione a scegliere esclusivamente aree sorvegliate, evitare bagni in solitaria, non entrare in acqua dopo aver consumato alcol o durante le ore più calde della giornata e non sottovalutare mai i pericoli di fiumi e laghi, anche quando sembrano tranquilli. Con estati sempre più calde e prolungate, gli esperti ritengono che la prevenzione e l’educazione alla sicurezza in acqua saranno fondamentali per ridurre il numero delle vittime nei prossimi anni.
