Bruxelles, 23 giugno 2026 – La commissione Affari economici del Parlamento europeo ha approvato il primo di tre provvedimenti sull’euro digitale. Il testo dell’Unione Europea autorizza la creazione di una valuta digitale emessa e gestita dalla Banca centrale europea, pensata per funzionare sia online sia in modalità offline. La commissione ha votato 49 sì, 14 no e 1 astensione; il pacchetto comprende altri due disegni di legge già approvati ieri in commissione e ora inviati all’Aula per il voto di luglio, e ha fissato scadenze e compiti per la Bce e per le autorità europee nelle fasi successive.
Unione Europea, i provvedimenti sull’euro digitale
I tre provvedimenti votati dalla commissione hanno registrato esiti diversi. Il primo, che autorizza l’emissione sotto la responsabilità della Bce, è passato con 49 sì, 14 no e 1 astensione. Una norma sull’utilizzo dell’euro digitale nei Paesi terzi ha ottenuto 43 voti favorevoli, 9 contrari e 6 astensioni. La disposizione sull’accettabilità della moneta nelle transazioni quotidiane è stata approvata con 46 sì, 4 no e 8 astensioni. Tutti e tre i testi dovranno ora confrontarsi con il dibattito d’Aula e il voto plenario, atteso per luglio; il Parlamento deciderà se convalidare le scelte della commissione o proporre modifiche. La commissione ha accompagnato i voti con un pacchetto di raccomandazioni rivolte alla Bce e alla Commissione europea su tempi, test e responsabilità operative.
Norme approvate e ruolo della Bce
Secondo la formulazione approvata, la Banca centrale europea sarà direttamente responsabile dell’emissione dell’euro digitale e dovrà garantirne il funzionamento sia in rete sia in condizioni di disconnessione. Prima di un’eventuale emissione, la Bce è invitata a finalizzare un regolamento esecutivo, costruire l’infrastruttura tecnica e condurre test pilota sul campo.
Il testo richiede anche norme chiare sulla responsabilità civile e sulla gestione dei rischi tecnici, con particolare attenzione al funzionamento offline e al rischio di doppia spesa. I deputati hanno chiesto che, conclusi test e lavori regolamentari, segua un periodo di introduzione graduale del sistema di almeno 24 mesi per permettere a banche, fornitori di servizi di pagamento, commercianti e utenti di adeguarsi.
Tetti, costi e governance
Il provvedimento precisa che l’euro digitale è pensato come equivalente elettronico del contante: non dovrà comportare costi per i cittadini e sarà soggetto a limiti quantitativi analoghi a quelli esistenti per il contante. La determinazione del tetto massimo di euro digitali detenibili da ciascun individuo è affidata alla Commissione europea, che dovrà fissare i limiti sulla base delle raccomandazioni tecniche della Bce. La commissione parlamentare ha chiesto che tali limiti siano riesaminati almeno ogni due anni e ha sollecitato un ruolo decisionale pieno per il Parlamento nelle fasi di revisione. Il testo prevede inoltre l’obbligo per governi e operatori di avviare campagne informative rivolte a consumatori ed esercenti in vista del lancio.
Strumenti e responsabilità per gli utenti
Il pacchetto definisce l’euro digitale come un “portafoglio” elettronico: i fondi saranno caricati su supporti sicuri e, in caso di smarrimento o furto del supporto fisico o del dispositivo, la possibilità di recupero non è equiparata a quella prevista per i conti bancari tradizionali. La commissione ha chiesto norme che distinguano il ruolo operativo della Bce dalle sue funzioni di politica monetaria e ha imposto obblighi di trasparenza sulle responsabilità tra Bce, fornitori di servizi e operatori privati.
Unione Europea, posizioni dei gruppi politici
Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e relatore italiano del regolamento, ha definito la scelta un rafforzamento della “sovranità monetaria europea” e ha detto che il testo mira a garantire pagamenti “sicuri, istantanei, gratuiti e sempre accessibili”. Nicola Zingaretti, capo delegazione del Partito Democratico tra i Socialisti , ha affermato che l’euro digitale è “un passo avanti per un’Europa più forte e autonoma”, richiamando la necessità di infrastrutture europee indipendenti. Marco Falcone, relatore per il PPE, ha accolto con favore la prima tappa e ha sottolineato la possibile riduzione delle commissioni per gli esercenti. Dal gruppo ECR è arrivato un richiamo alla tutela del contante: Stephen Bartulica, relatore ombra, ha detto “il contante deve rimanere una vera opzione” e ha chiesto un monitoraggio attento dello sviluppo pratico del progetto. L’iter ora si sposta in Aula: il voto plenario è previsto per luglio; la commissione ha previsto test pilota e un roll‑out progressivo di almeno 24 mesi in caso di approvazione.
Per approfondire: Panetta, il governatore della Banca di Italia: l’Europa si svegli su crescita, mercati e euro digitale
