Un’operazione antidroga condotta nello Stato messicano di Sinaloa ha portato al sequestro di 24.400 litri di metanfetamina liquida, una quantità che le autorità definiscono tra le più ingenti mai intercettate nel Paese. Il blitz è stato eseguito a Los Mochis, città di circa 300mila abitanti nel nord-ovest del Messico, e si è concluso con l’arresto di un uomo ritenuto legato al Cartello di Sinaloa, noto anche come Cartello del Pacifico.
Secondo quanto reso noto dalla Segreteria della Difesa Nazionale messicana (Sedena) e riportato dal quotidiano Reforma, il sequestro rappresenta il più grande dell’attuale amministrazione federale e il secondo più importante nella storia del Messico per quantità di metanfetamina liquida recuperata.
Il blitz a Los Mochis
L’operazione si è svolta tra il 19 e il 20 giugno ed è stata coordinata da esercito, Guardia Nazionale e Procura generale della Repubblica. Alla base dell’intervento vi sarebbe stata una precedente attività di intelligence militare che ha consentito di individuare un immobile utilizzato per la produzione o lo stoccaggio di sostanze legate al traffico di droga sintetica.
Durante la perquisizione, oltre ai 24.400 litri di metanfetamina liquida, gli agenti hanno trovato una quantità ancora maggiore di materiali destinati alla produzione degli stupefacenti.
In particolare sono stati sequestrati 98.640 litri di sostanze chimiche e 59.425 chilogrammi di precursori e composti utilizzati nella fabbricazione di droghe sintetiche. Le forze di sicurezza hanno inoltre confiscato due veicoli, diversi caricatori e munizioni di vario calibro.
Arrestato un presunto membro del Cartello di Sinaloa
Nel corso dell’operazione è stato arrestato Jorge “N”, identificato dalle autorità come presunto appartenente al Cartello di Sinaloa, una delle organizzazioni criminali più potenti e conosciute del continente americano.
Le autorità messicane non hanno diffuso ulteriori dettagli sull’identità dell’uomo né sul ruolo che avrebbe ricoperto all’interno dell’organizzazione. L’indagine prosegue per accertare eventuali collegamenti con altre cellule operative del cartello e ricostruire la rete logistica dietro il laboratorio individuato a Los Mochis.
Un colpo da mezzo miliardo di euro alla criminalità organizzata
Oltre alla rilevanza operativa del sequestro, il governo messicano sottolinea l’impatto economico dell’intervento. Secondo le stime ufficiali, il materiale confiscato avrebbe provocato alla criminalità organizzata una perdita superiore a 9 miliardi di pesos, pari a circa 500 milioni di euro.
Lo Stato di Sinaloa resta uno dei principali epicentri della produzione e del traffico di droghe sintetiche in Messico. Negli ultimi anni le autorità hanno intensificato le operazioni contro i laboratori clandestini dedicati soprattutto alla produzione di metanfetamina e fentanyl, sostanze che alimentano gran parte del traffico internazionale verso il Nord America.
Il sequestro di Los Mochis si inserisce proprio in questo contesto e rappresenta uno dei colpi più significativi inflitti negli ultimi anni alle infrastrutture produttive del narcotraffico messicano.
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