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Michele Mari rimane in gara allo Strega: nessun provvedimento per gli insulti contro Murgia

La Fondazione Bellonci conferma Michele Mari tra i finalisti del Premio Strega, nonostante le frasi contro Michela Murgia: "Era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia", avrebbe detto il 18 giugno alla scrittrice Elena Rui

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Michele Mari rimane in gara 22 giugno 2026 alanews

Michele Mari; Michele Mari, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=96043519

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

22 giugno 2026 – Michele Mari è rimasto tra i finalisti del Premio Strega. La Fondazione Bellonci ha stabilito che l’esclusione non è consentita dal regolamento. La decisione è arrivata dopo giorni di polemiche sugli insulti contro Michela Murgia, che Mari ha negato, e dopo un fine settimana in cui il caso  aveva alimentato ricostruzioni su un eventuale ritiro. Nella nota diffusa nella serata di domenica 21 giugno, la Fondazione ha spiegato i motivi formali alla base del verdetto: la titolarità del premio spetta ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano – insieme alle altre componenti della giuria -l’opera vincitrice. Il regolamento, secondo l’organizzazione, mette al centro la competizione tra opere più che i singoli individui. Per questo motivo “l’esclusione non è consentita dal regolamento”, si legge nel comunicato. La Fondazione ha però preso le distanze dalle affermazioni attribuite al candidato: “Abbiamo ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari, ma non c’entra con la gara e la sua prosecuzione”, recita la nota. L’argomento principale è quindi di natura tecnica e organizzativa.

Gli insulti di Mari contro Michela Murgia, cosa è successo

A bordo di un pulmino che trasportava i finalisti del premio Strega verso Bisceglie, il 18 giugno 2026, lo scrittore Mari mentre Mari dialogava con Elena Rui avrebbe detto: “Michela Murgia era intransigente e violenta, perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia”. Sempre secondo questi resoconti, Mari avrebbe aggiunto: “Con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza” e avrebbe generalizzato sostenendo che “tutte le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano rabbiose”. Teresa Ciabatti, scrittrice e finalista del Premio, nel momento del diverbio, avrebbe replicato: “Le tue considerazioni sono inaccettabili, e sono parole che mi fanno molto male”. Sul van viaggiava anche Matteo Nucci, oltre agli altri finalisti impegnati nelle tappe del tour.

Nessuna “Terza via” per Mari

Per quanto accaduto, erano state fatte ipotesi sul ritiro o sull’esclusione di Mari dalla competizione letteraria. Si parlava, però, anche della cosiddetta terza via, cioè che Mari decidesse di ammettere le sue parole, scudandosene pubblicamente, rimanendo in gara. La sola presa di posizione dello scrittore sulla vicende si è quando la vicenda è deflagrata dopo un articolo de la Repubblica. In quell’occasione Mari parlava però di “voci incontrollate” negando l’offesa e precisando “di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, né mai – sottolineava – mi sarei permesso.” Mari ha precisato di essersi chiarito con Teresa Ciabatti, aggiungendo che lei stessa gli avrebbe detto di non voler dare seguito all’episodio. Si è comunque scusato con lei nel caso in cui qualcosa nelle sue parole potesse averla ferita, e ha tenuto a sottolineare di non aver voluto offendere Michela Murgia, ma soltanto evocare – peraltro in quello che considerava un contesto privato – un lontano episodio di reciproca incomprensione. La Fondazione Bellonci aveva in quell’occasione detto di ritenere “ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”. Giudizio espresso  anche dalla scrittrice Lidia Ravera che si è detta molto rattristata per i commenti di Mari: “Premesso che è sempre sgradevole e violento essere resi pubblici quando ci si pensa ‘in privato’. La frase pronunciata da Michele Mari, secondo quanto riportano i giornali, è grave. Lo sarebbe come chiacchiera da bar, lo è di più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e scrittori“.

“Ai maschi facciamo paura”: l’intervento di Bianca Pitzorno

Nel suo intervento pubblicato su Repubblica, Bianca Pitzorno – essa stessa finalista dello Strega – ha offerto una riflessione che oltre il singolo episodio. Partendo dall’assenza di Grazia Deledda, unica Premio Nobel italiana per la narrativa, dalle tracce della maturità, Pitzorno si interroga su quanto la scrittura delle donne venga ancora percepita come secondaria o addirittura minacciosa in Italia. Ricorda gli attacchi di Vittorio Feltri a Michela Murgia, giudicata per il suo aspetto piuttosto che per le sue idee, e restituisce un ritratto affettuoso e lucido della scrittrice sarda: non frustrata, non arrabbiata, bensì ironica, generosa, carismatica. E capace, in un convegno serissimo ad Alghero, di cantare insieme a lei tutta l’aria della Butterfly di Puccini, con il pubblico piegato dalle risate. La conclusione è un appello diretto: “Voi che ci giudicate dalla nostra bellezza o bruttezza, volete lasciarci parlare e scrivere in pace?”.

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