Una brutta tegola è in arrivo per gli appassionati dei dispositivi della mela morsa. Il brand californiano si prepara infatti a un imminente ritocco verso l’alto dei listini per i suoi prossimi dispositivi. Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ormai a un passo dal lasciare il suo incarico, in un’intervista rilasciata al The Wall Street Journal. Il massimo dirigente ha spiegato che l’azienda non è più in grado di assorbire l’impennata dei costi legati ai componenti di memoria e di archiviazione, rendendo di fatto inevitabile il rincaro commerciale fin dalle prossime presentazioni.
Il boom dell’intelligenza artificiale e la carenza di chip
La radice del problema risiede nella cosiddetta crisi delle memorie, che prosegue serrata in questa estate 2026. A innescare il fenomeno è la domanda incessante proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale, che sta letteralmente fagocitando enormi quantità di chip DRAM e NAND destinati ai data center globali. Questa corsa alle risorse da parte dei giganti dell’AI ha ridotto drasticamente la disponibilità di componenti per l’elettronica di consumo, provocando un forte incremento dei prezzi lungo la filiera. Apple, che finora aveva limitato l’impatto sui clienti grazie a scorte e contratti pregressi, ha dovuto cedere alla pressione del mercato.
I prodotti Apple a rischio e la strategia di Cupertino
Sebbene Cook non abbia specificato l’entità dei rincari, gli analisti ritengono che i futuri dispositivi Apple con molta memoria integrata saranno i più esposti. Tra i principali indiziati figurano i prossimi iPhone 18 Pro, 18 Pro Max e l’inedito Fold attesi a settembre, oltre ai Mac e agli iPad di nuova generazione previsti in autunno. Per mitigare la crisi, il colosso di Cupertino ha comunque escluso l’ipotesi di produrre chip in proprio, preferendo rinforzare la collaborazione con i fornitori esistenti per garantire approvvigionamenti stabili in un mercato sempre più competitivo.
