Una sentenza destinata a ridefinire l’accesso alla facoltà di Medicina. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di professori universitari contro le modalità di attuazione del nuovo “semestre aperto”. I giudici amministrativi hanno stabilito che il sistema attuale realizza un equilibrio ragionevole tra l’uniformità della selezione su scala nazionale e le prerogative costituzionali degli atenei. La riforma, secondo il tribunale, non sostituisce affatto l’autonomia universitaria con un modello centralizzato, ma si limita a introdurre un segmento formativo comune e iniziale finalizzato esclusivamente a una selezione equa.
Laurea in Medicina, la duplice natura del semestre filtro e i programmi comuni
Il cuore della pronuncia del Tar ruota attorno a un principio cardine: il periodo iniziale non è un normale ciclo di lezioni, ma funge contemporaneamente da attività didattica e da procedura selettiva nazionale per il corso di Medicina. I giudici hanno chiarito che i programmi di studio ministeriali non ledono la libertà d’insegnamento, poiché rappresentano solo lo strumento necessario per individuare il patrimonio minimo comune di conoscenze richiesto agli studenti per la comparazione nazionale. Anche la scelta delle tre materie d’esame non è un’imposizione arbitraria, bensì l’attuazione di una precisa disposizione del legislatore per garantire parità di condizioni a tutti i candidati.
Respinti i dubbi sulla sostenibilità e sulla costituzionalità
I magistrati hanno bocciato anche le restanti contestazioni sollevate dai docenti, a partire da quelle legate alla sostenibilità organizzativa delle strutture. Il Tar ha infatti evidenziato come il legislatore abbia già previsto specifiche misure per gestire l’incremento iniziale degli iscritti a Medicina. Infine, sono state ritenute infondate sia la censura sul presunto mancato coinvolgimento dei professori nell’adozione del decreto, sia la richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale, blindando di fatto la legittimità della graduatoria nazionale unica.
