L’Antitrust italiana ha acceso i riflettori su Apple. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ufficialmente aperto un fascicolo contro il colosso di Cupertino, sospettato di violare il Digital Markets Act europeo. Al centro dell’indagine ci sono i sistemi operativi iOS e iPadOS, e più precisamente la gestione dei servizi cloud. L’accusa è chiara: Apple potrebbe stare privilegiando il proprio iCloud, mettendo in difficoltà i fornitori terzi che dovrebbero poter garantire la stessa interoperabilità agli utenti. Un caso che potrebbe ridisegnare le regole del gioco nel mondo digitale.
Secondo l’Autorità, Apple potrebbe non rispettare del tutto il DMA, la legge pensata per rendere i mercati digitali più aperti e competitivi. In pratica, sembra che i fornitori esterni di servizi cloud non abbiano accesso alle stesse componenti hardware e software di cui dispone iCloud, il servizio di archiviazione proprietario di Apple. Questa differenza di trattamento potrebbe compromettere la concorrenza e l’interoperabilità tra le piattaforme.
Un caso emblematico riguarda la funzione di backup completo dei dati su iOS e iPadOS: mentre iCloud ha libero accesso a tutte le componenti che permettono questa operazione, gli altri servizi cloud sembrano esclusi da queste possibilità. L’AGCM ritiene che questa limitazione possa configurare un abuso di posizione dominante da parte di Apple, penalizzando la concorrenza e riducendo le scelte per gli utenti.
AGCM apre istruttoria su Apple
Questa indagine è la prima in Italia a sfruttare i poteri conferiti all’AGCM dall’articolo 38, paragrafo 7, del DMA, recepito nella legge nazionale del 30 dicembre 2023, n. 214. Grazie a questa norma, l’Autorità può svolgere indagini preliminari per supportare l’applicazione del DMA, lavorando in coordinamento con la Commissione europea.
Il Digital Markets Act, varato dall’Unione Europea nel 2022, punta a garantire mercati digitali più equi, impedendo pratiche discriminatorie da parte delle grandi piattaforme digitali, i cosiddetti gatekeeper, tra cui c’è anche Apple. Tra gli obblighi chiave c’è quello di assicurare l’interoperabilità con servizi di terzi, per abbattere barriere e favorire la concorrenza.
L’AGCM apre istruttoria su Apple, insieme alla Commissione europea, fornirà i risultati utili alle autorità comunitarie, che restano le uniche ad avere il potere di adottare provvedimenti vincolanti sul DMA.
Un controllo sempre più stretto sulle big tech
L’indagine italiana su Apple si inserisce in un contesto globale di crescente attenzione verso le grandi aziende tecnologiche. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo, Apple è sotto la lente per presunte pratiche che limiterebbero la concorrenza e ostacolerebbero i fornitori terzi.
Il tema dell’interoperabilità dei servizi cloud è cruciale perché riguarda la libertà degli utenti di scegliere tra diverse offerte di archiviazione e backup, senza dover sottostare a restrizioni tecniche imposte dal produttore del sistema operativo. Garantire un accesso equo a hardware e software significa difendere il pluralismo digitale e tutelare le imprese che operano nel settore.
Apple, controlla l’ecosistema iOS e iPadOS e domina il mercato degli smartphone e tablet con milioni di utenti nel mondo. Qualsiasi limitazione decisa da questo colosso può avere un forte impatto sugli altri operatori digitali, influenzando le regole del gioco e la concorrenza.
Sta quindi all’AGCM valutare con attenzione se le politiche di Apple rispettino davvero il DMA o se invece favoriscano ingiustamente iCloud, restringendo la scelta dei consumatori e l’ingresso dei concorrenti.
Questo caso segna una tappa importante nella regolamentazione del mercato digitale in Italia e in Europa, che negli ultimi anni ha visto l’introduzione di norme sempre più stringenti contro le pratiche anticoncorrenziali. L’attenzione resta alta: le prossime mosse dell’AGCM e delle autorità europee saranno seguite con grande interesse, sia dagli addetti ai lavori che dagli utenti finali.
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